Un motivo per dire NO, anche accettando il referendum

Come promesso Il Sestante News ha intervistato anche chi, pur essendo favorevole al referendum di separazione tra Mestre e Venezia come massima espressione di democrazia, valuta negativamente un’eventuale divisione. Si tratta di Andrea Ferrazzi Capogruppo PD in Comune di Venezia e consigliere per la Città Metropolitana

Andrea, sei favorevole o contrario al referendum? “Assolutamente favorevole perché quando i cittadini raccolgono così tante firme è giusto e democratico fare esprimere loro un parere. Ma bisogna definire “ex ante” la questione normativa. Questa è la quinta volta che si va a votare ma, a differenza delle altre, esiste in sospeso una questione di legittimità che prima non sussisteva, non esistendo la Città metropolitana”.

Favorevole o contrario alla separazione? “Direi che sono favorevole ad un Comune unico che faccia valere davvero le sue potenzialità. Ho sentito addirittura qualcuno parlare di spaccare il tutto in 5 comuni ma si tratterebbe di tornare a un secolo fa. Trovo ingiusto, comunque, il trattamento riservato ai separatisti da parte di Brugnaro che li ha definiti “4 sfigati” cosa che non doveva permettersi nemmeno di pensare. La giunta Brugnaro sta commettendo errori madornali frantumando le municipalità e ha fatto morire sul nascere la promozione dello sviluppo e la vera realizzazione della Città metropolitana con gravi colpe proprio del Sindaco di Venezia. Senza contare i patti disattesi in campagna elettorale che, in parte, hanno anche illuso i cittadini”.

Che svantaggi porterebbe la separazione? “Più degli svantaggi dovuti alle tempistiche estremamente lunghe e alle realizzazioni delle varie opere, credo sia più giusto ora lavorare sull’unione e sulla programmazione di un’area vasta come fanno in Europa aprendosi a tutte le realtà ed è sbagliato, in questo senso, remare in direzione contraria. Basta pensare al trasporto delle persone e dell’acqua o dei rifiuti sarebbe diseconomico per molte aree e non creerebbe alcun sviluppo”.

Ma non si può negare l’esistenza di due realtà. “È innegabile che ci siano due anime: una speciale e unica come Venezia e una terraferma che non deve essere una succursale ma una realtà tra le più vaste d’Italia per abitanti e che ha diritto alla sua identità mentre questa amministrazione, su Mestre, bisogna ammettere che è invisibile. Ora speriamo che i fondi che arriveranno da Roma servano anche per la terraferma. È stata una mozione fortemente voluto da noi del PD anche perché il turismo deve diventare una risorsa per Mestre e non trasformarla in un dormitorio e per farlo bisogna investire quei soldi anche in terraferma. E non voglio limitarmi alla questione turistica perché quel fondo potrebbe, anzi deve, aiutare Mestre a far venire alla luce le sue potenzialità nascoste. Voglio solo lanciare un appello alla città perchè ritrovi quell’orgoglio privo di conflitto di interessi che ha sempre avuto e che ora manca per farla crescere e diventare ancora più forte. E chiedo che si chiarisca prima del referendum (se si farà) se la procedura legislativa è corretta per non prendere in giro i cittadini e scaricare su di loro queste polemiche”.

Gian Nicola Pittalis