Un programma per RISANARE PADOVA

Un programma ambizioso.

Le elezioni amministrative del Comune di Padova sono state anticipate a causa delle dimissioni del Consiglio Comunale che ha sfiduciato il Sindaco Bitonci dopo oltre due anni di aperti e crescenti contrasti con le forze politiche e con la cittadinanza.
Non era mai successo nella Padova repubblicana che un’amministrazione non portasse a compimento il mandato conferito dai cittadini.

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse

La ricomposizione delle divisioni costituisce il primo passo verso una fase politica nuova per contenuti e modalità.
Si dovrà evitare sia un avvilente ritorno al passato sia velleitarie fughe in avanti oggi prive di solide basi progettuali e di consolidato consenso.
LA NUOVA PADOVA
Una Padova civile si pone quindi un duplice obiettivo:
a)    il ristabilimento delle condizioni di una politica caratterizzata da comportamenti istituzionalmente corretti;
b)   il risanamento delle condizioni di degrado materiale (periferie, sicurezza, traffico, manutenzione, servizi ecc.) e sociale (relazioni tra comune, università, diocesi, comunità, associazioni ecc.).


Sulle fondamenta di una nuova collaborazione politica e del quotidiano risanamento materiale e sociale sarà possibile procedere concretamente alla realizzazione di un progetto di trasformazione e sviluppo di lungo termine.
L’amministrazione di Padova civile si concentrerà nel porre rimedio ai problemi concreti della vita quotidiana dei cittadini e allo stesso tempo programmerà interventi innovativi per il futuro prossimo valorizzando in questo modo la cultura e la creatività dei giovani.
Per ottenere questi obiettivi sarà necessario decidere sempre con il consenso e per questo si opererà sulle due dimensioni:
a)    alla micro scala si favorirà un diretto contatto con i cittadini (e i residenti) attraverso la riattivazione di piccoli presidi urbani presso i quali ciascuno avrà la possibilità di rivolgersi per segnalare problemi di quotidiana necessità cosicché il cittadino sentirà un’amministrazione vicina e collaborativa;
b)   a livello programmatico si costituiranno gruppi di studio e lavoro di elevata caratura, ma allo stesso tempo composti da giovani, intesi a individuare opere davvero aggiornate e innovative di grande portata e a reperire le risorse necessarie alla realizzazione.
Per le decisioni di maggiore respiro e per garantire il consenso sugli indirizzi di maggiore portata si procederà a interrogare sistematicamente i cittadini per mezzo di referendum anche telematici.


UN PROGRAMMA AMBIZIOSO E MODESTO
Il programma per una Padova civile è ambizioso e modesto.
È molto ambizioso poiché non è facile riunire una larga maggioranza di cittadini attorno a un progetto di lungo periodo, ma è possibile perché Padova ha le potenzialità culturali per farlo.
È modesto perché non promette opere faraoniche sulle quali non è possibile pretendere un consenso allargato; ed è modesto perché prevede che manterrà un constante rapporto con i cittadini che saranno costantemente interrogati sulle decisioni di maggiore portata.
È ambizioso perché si propone di costruire con la partecipazione di tutti la visione per i prossimi decenni. È modesto perché non pretendere di conoscere tutte le soluzioni e non promette interventi che stanno solo nelle (spesso vecchie) immaginazioni di pochi. Ma vuole ambiziosamente costruire senza fretta e senza false emergenze (“Festina lente”). Ed è modesto anche perché si è consci che sono le decisioni quotidiane minime e semplici che rendono questa prospettiva concretamente possibile: “sapere sognare senza perdersi nei sogni” (R. Kipling).


Al centro del programma ci sarà una convivenza quotidiana di qualità (rispetto di norme civili condivise, sicurezza, traffico, salute, servizi) e una grande operazione di ricerca e sviluppo culturale attorno alla quale costruire una nuova identità di città d’avanguardia in Italia e in Europa.
SI PUÒ FARE? CHI LO PUÒ FARE?

 

Corrado Poli