Un rilancio per il marchio doc della calzatura della Riviera del Brenta

“Sulla questione della contraffazione e della lotta al lavoro nero nel comparto della calzatura, non bisogna mai abbassare la guardia, ma puntare a coinvolgere sempre più le piccole e medie aziende artigiane, anche nel potenziamento del marchio doc della calzatura della Riviera del Brenta, che per ora vede ancora troppe poche adesioni”. A spiegarlo sono Luca Vanzan e Giorgio Chinellato, presidente e segretario dell’Associazione Artigiani Piccola e Media Impresa “Città della Riviera del Brenta”, che intervengono sulla questione, dopo i buoni segnali emersi nelle ultime settimane, dal comparto calzaturiero in termini di fatturato ed esportazioni nel 2016, e negli ultimi mesi.

“La strada  intrapresa – spiegano Vanzan e Chinellato – è quella giusta, e i risultati del distretto della calzatura in Riviera lo sottolineano. La qualità dei prodotti e la grandissima professionalità insieme alla specializzazione nel segmento del lusso e grandi marchi, e l’innovazione portate avanti dai nostri associati, sono la ricetta che ha la Riviera per combattere i fenomeni come abusivismo e contraffazione, e anche la delocalizzazione delle aziende, fuori dai confini nazionali. Associarsi significa trasparenza, e chi fa contraffazione, certamente non è quasi mai un associato. Nella creazione della filiera della scarpa di altissima qualità però, i grandi marchi non bastano. Vanno coinvolte sempre più perciò, le centinaia di aziende artigiane anche di piccole dimensioni nella creazione del marchio doc della Riviera del Brenta. Per rilanciare il marchio doc della calzatura in Riviera del Brenta, si devono rimuovere gli ostacoli anche di tipo economico e burocratico, che fino ad ora ne hanno impedito il pieno decollo, coinvolgendo sempre più istituzioni come la Regione e lo Stato”.

L.P.