Unioncamere: scaricato Bellati

La notizia era nell’aria ma adesso è ufficiale. Anche se tutto nasce da Padova, prima della fine di questo 2017 Gian Angelo Bellati saluterà gli uffici  al Vega di Marghera e andrà in pensione. Unioncamere si congeda così dal suo dirigente storico con una «exit pilotata» legata a un «accordo tra gentiluomini». Conoscendo l’uomo non se ne starà in panciolle con le pantofole sul divano tutto il giorno ma, vista la grande professionalità, ci saranno fior di aziende a contenderselo sempre che Bellati non decida di dedicarsi ad altro. Professionale come pochi, diplomatico, capace di parlare fluentemente 4 lingue, “veneziano doc”, “padre” dello Eurosportello Veneto che ha permesso finora alla Regione Veneto di avere un corridoio preferenziale con Bruxelles, certamente Gian Angelo Bellati potrebbe trovarsi di colpo “all’asta” conteso da mega-aziende visto le sue enormi capacità.

Classe ’61, Bellati è (ancora per poco) il segretario generale ovvero il capo del personale e il responsabile dei programmi e dei progetti di Unioncamere veneto. Una lunga carriera che non finirà a strette di mano. Troppo orgoglioso Bellati per farlo nonostante la sua diplomazia e certo di aver svolto un ottimo lavoro. Ma allora perchè farsi scappare un fuoriclasse? Le risposte sono molteplici. La prima è il segreto di “Pulcinella”:Gian Angelo Bellati è al primo posto della lista nera di Fernando Zilio “boss” incontrastato della camera di Commercio di Padova. Zilio non ha mai nascosto la sua antipatia verso Bellati, visto quasi come la vera guida di Unioncamere, un’ombra che oscurava il suo piccolo regno e non ha mai fatto mancare di sottolinearlo nemmeno quando i due hanno lavorato insieme  dal 2013 al 2015 proprio in Unioncamere. Anni di “fuoco” in cui si sono concretizzate sia la candidatura di Bellati a sindaco di Venezia, sia la Riforma Renzi del sistema camerale con un taglio progressivo, fino al 50%, delle entrate.

Purga padovana a parte (per la serie o Lui o Me) c’è da considerare la riforma. La Giunta camerale ha già approvato un disegno di riorganizzazione di Unioncamere dove si prevede una riduzione significativa dei costi e ridisegna una nuova Unione senza un segretario fisso con l’ipotesi di una rotazione dei segretari delle camcom territoriali. Essendoci in Veneto, più di tre enti territoriali, l’Unione non viene cancellata dalla Riforma Renzi, ma il suo futuro sarà comunque in bilico, relegato a ente di servizi, e strettamente dipendente dai contributi versati dai singoli enti di territorio dal momento che sono le uniche entrate rimaste, assieme ai fondi Ue sui progetti, dopo i tagli regionali. Veneto Promozione, con il licenziamento di venti lavoratori, è la prova che i tempi sono cambiati.

Bellati si è battuto come un leone per cercare soluzioni alternative, anche per rendere più indipendente e autosufficiente Unioncamere ma le spalle di chi aveva potere di fermare la devastazione di un ente così importante si sono tutte girate lasciando solo il Dott. Bellati a combattere una battaglia persa quasi in partenza. Poche speranze anche dalla Corte Costituzionale (che potrebbe annullare gli effetti della Riforma Renzi). Di certo Unioncamere e il Veneto tutto perdono uno dei loro uomini più rappresentativi: in Italia come all’estero. E per chi, come il Veneto deve ripartire, privarsi di un’eccellenza non è mai un bene. Ve lo immaginate l’Harry’s Bar senza Arrigo Cipriani? Bene, ora immaginate Unioncamere senza Bellati e ne avrete una vaga idea.

A.C.M.