Usare in modo intelligente i beni confiscati alle mafie

In relazione al sequestro dei beni frutto dell’attività criminale di Felice Maniero e della sua banda, riportiamo il pensiero di Paolo Bordin, ideatore prima e direttore adesso dell’associazione Affari Puliti, conosciuta da più parti come una eccellenza in Italia nell’uso dei beni confiscati alla mafia.

La storia di Affari Puliti nasce su sollecitazione dell’Amministrazione Comunale di Campolongo Maggiore a metà 2008, grazie ad un’idea dell’ex assessore Paolo Bordin, oggi direttore della struttura. Da questa data l’associazione Affari Puliti inizia il suo percorso come ‘incubatore d’imprese’ all’interno della villa confiscata all’ex Boss della Mala del Brenta.

“Da anni Affari Puliti è testimone di una fattiva e concreta esperienza di antimafia sociale in un territorio, che è stato pesantemente colpito dal fenomeno mafioso – ha spiegato Paolo Bordin, direttore di Affari Puliti -. Il progetto nasce nei luoghi sporcati, a suo tempo, dalla Mala del Brenta e che attualmente sta dimostrando la volontà di “voltare pagina”, dopo un seria e determinata elaborazione sociale”.

All’interno della villa trovano posto 4 uffici, per cinque postazioni. E’ possibile accedere a questi uffici a canone agevolato attraverso una semplice richiesta all’associazione.

“Tra le positive esperienza d’impresa svolte in Affari Puliti – continua Paolo Bordin – c’è quella del consulente informatico delle Procure ed è proprio il caso di dire che è una sorta di contrappasso. A breve partirà anche l’attività de l’ALTRA BANCA ed anche qui sarà un’inversione di tendenza rispetto all’uso criminale che si è fatto in passato di quell’immobile”.

Dentro la sede sono ospitate scolaresche, gruppi scout, associazioni da tutta Italia che vengono in questo luogo per visitarlo e conoscere una realtà positiva di utilizzo dei beni confiscati ai mafiosi. In collaborazione con altre associazioni vengono inoltre realizzati incontri con forze dell’ordine, magistrati, giornalisti per discutere del fenomeno mafioso.

Da un anno, grazie ad un bando della Regione Veneto, è attivo il laboratorio di stampa 3D che ha coinvolto artigiani, giovani e studenti delle scuole del territorio.

“Con Affari Puliti dimostriamo come un bene strappato alla mafia può essere utilizzato per fare antimafia – ha concluso Bordin – Ringraziamo il sindaco Andrea Zampieri che nei giorni scorsi ha pubblicamente sottolineato sui giornali il valore del nostro lavoro e l’importanza sociale della struttura Affari Puliti”.

L.P.