Vazzoler: chiamarla Smart City non è appropriato

DOLO. “L’Amministrazione comunale di Dolo chiama oggi Smart City quelli che nei piani delle opere pubbliche di tutti i Comuni italiani sono invece chiamati gli ‘interventi di manutenzione straordinaria’. A dirlo è la Consigliera del Gruppo Centristi d’Europa, Carlotta Vazzoler.

Vazzoler individua nel progetto Smart City non un progetto ben sviluppato, quanto piuttosto l’accettazione passiva della proposta da parte di una società privata di una serie di lavori in cambio di una concessione ventennale che peserà sul bilancio comunale e sul portafoglio dei cittadini dolesi per oltre 10 milioni di euro.

La Consigliera denuncia un progetto che “si vuole far passare come una ‘rivoluzione tecnologica al servizio dei cittadini’, ma è una semplice lista di lavori, che impegna il Comune in un investimento ventennale da 10 milioni di euro con un canone annuo medio di oltre 500mila euro, ben superiore ai 400mila euro attuali, rinunciando anche alla possibilità di ridurlo nel tempo”.

Inoltre sottolinea varie scelte poco ‘smart’ , come prevedere l’installazione di soli tre punti di ricarica per le auto elettriche nel centro di Dolo lasciando sguarnite le frazioni di Arino e Sambruson, spendere 250mila euro per installare solo 4 antenne Wifi di accesso ad internet con un raggio d’azione di appena 20 mt per ciascun punto, lasciare al privato i ricavi ottenibili dai titoli di efficienza energetica per un valore di 135mila euro, realizzare una pensilina da 825 mq, spendendo la cifra di 550mila euro per coprire le tribune dello stadio Walter Martire di Dolo installandoci sopra un impianto fotovoltaico che copre solo il 15% della superficie e lasciare il beneficio della produzione dell’energia elettrica alla società privata concessionaria.

Nei mesi precedenti la Vazzoler aveva già evidenziato le criticità di questa dubbia operazione, arrivando alla giunta del 2 marzo scorso ad astenersi e successivamente votando contro il 27 luglio, fino ad uscire dalla maggioranza “per il venir meno delle condizioni che avevano portato all’accordo in forza del quale era nata la lista civica Dolo Democratica”.

Sara Zanferrari