«Veneto, l’autonomia priorità del governo»

Elisabetta Casellati a Palazzo Balbi e Ca' Farsetti. «Da cancellare anche il declassamento del Teatro Stabile, che rischia di perdere i contributi»

Basta con i veti, l’Italia deve voltare pagina con un “clima di pacificazione” partendo dai programmi. Tornare alle urne sarebbe inutile. E’ questo il messaggio che Elisabetta Casellati, presidente del Senato, ha lanciato da Venezia. Mentre a Roma il veto imposto da Di Maio a Berlusconi impone al Quirinale il secondo giro di consultazioni, a Venezia il centrodestra si ritrova compatto attorno alla sua nuova leader: la Casellati, senatrice di Forza Italia, in politica dal 1994. Avvocato matrimonialista abilitata alla Sacra Rota, per quattro anni al Consiglio superiore della Magistratura, prima donna a guidare Palazzo Madama grazie al capolavoro di Matteo Salvini.

Il suo “debutto” ufficiale a Venezia su un tema caro alla Lega. «L’autonomia del Veneto? Sarà inserita nell’agenda del nuovo governo e Parlamento. Ho preso un impegno, essere sempre super partes, ma non posso dimenticare la città che mi ha eletta e il mio legame con la gente, quando sono in Veneto il mio cuore batte più forte, la strada per formare il governo è lunga, ma tornare a votare sarebbe inutile con questa legge elettorale», ha detto la Casellati. Ottimista e sorridente è poi salita su una splendida gondola per attraversare il Canal Grande, da Palazzo Balbi a Ca’ Farsetti. In gondola tra i fiori come una regina, ma senza serenata. Tutto gratis, sia chiaro, un regalo dei gondolieri.

Dopo una giornata di colloqui, esce un’agenda con tre priorità indicate dal governatore Zaia: completare la riforma dell’autonomia delle regioni dopo la firma della pre-intesa tra Veneto-Lombardia-Emilia Romagna con il governo Gentiloni; sostenere la candidatura di Cortina per le Olimpiadi del 2026 e, ultima ferita, cancellare il declassamento in serie B del Teatro Stabile del Veneto che rischia di perdere i contributi del Fus. Accolta dal picchetto d’onore dei carabinieri a Palazzo Balbi, la Casellati alle 10,30 incontra Luca Zaia e verso le 13 il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro che le regala uno splendido mazzo di rose bianche, che lei distribuisce con affetto alle donne del consiglio comunale. Diversi i toni e lo stile.

Dopo un colloquio riservato di mezz’ora, Zaia indica subito le priorità: «Il nostro referendum del 22 ottobre ha portato 2 milioni e 250 mila cittadini alle urne, credo che il nuovo parlamento possa aprire una nuova stagione di riforme partendo proprio dall’autonomia. Poi le chiedo di cancellare l’onta che grava sul Teatro Stabile, il Goldoni e il Verdi non meritano la serie B. Ultima questione: la candidatura di Cortina e delle Dolomiti per le Olimpiadi del 2026. Non ci sono montagne più belle al mondo delle nostre, l’intesa con Trento e Bolzano è perfetta e presenteremo la nostra candidatura. Non voglio parlare di Pfas, porto Marghera, Pedemontana: io sono convinto che ora a Roma c’è un pezzo di Veneto che ci può aiutare, con la voglia di fare della nostra gente, con il pragmatismo di questa terra».

Lei ascolta. E risponde. «Sono certa che ci sarà una collaborazione istituzionale nel segno dell’efficacia con il presidente Zaia. Il Veneto ha una lunga storia di generosità con l’Italia e deve rivestire un ruolo primario sullo scenario politico perché negli ultimi trent’anni ha registrato uno sviluppo economico e sociale senza precedenti», dice la Casellati. Partono gli applausi. In sala, oltre alle autorità militari, ci sono i manager delle Usl, i parlamentari, gli assessori, i consiglieri regionali, il rettore di Ca’ Foscari Michele Bugliesi, il provveditore al Porto Pino Musolino. E l’autonomia invocata da Zaia? Tranquilli. «Nel mio primo discorso di insediamento al Senato ho già fatto riferimento alla riforma e al riassetto delle autonomie locali e sono convinta che il nuovo governo affronterà la questione. Sono poi altrettanto sicura che la tradizione culturale altissima del Veneto si saprà imporre anche nel teatro non solo in Italia ma nel mondo», come già avviene con la Fenice. «Certo, bisogna vedere solo come, quando e in quale modo il nuovo governo si potrà insediare, ma il tema delle autonomie sarà una delle priorità dell’agenda. Si tratta di completare il riassetto istituzionale, nel pieno rispetto di tutte le sfaccettature di un universo molto complesso.

A.C.M.