A Venezia calano i residenti

Resiste solo il Lido

Nel novembre scorso, quando si snodò per la città “Venexodus”, la manifestazione dei residenti veneziani contro lo spopolamento della città, promossa dall’associazione Venessia.com, il contatore della Farmacia Morelli in Campo San Bartolomeo – dove il corteo si concluse – segnava 54.926 abitanti, e la protesta era legata all’abbattimento di quota 55 mila residenti. Ora, a distanza di meno di un anno, si è in procinto di abbattere un altro muro: quello dei 54 mila residenti. Secondo l’Anagrafe della popolazione residente del Comune, si era infatti toccata quota 54077 abitanti nella città storica. Divisi tra i 21.276 che risiedono nei sestieri di Dorsoduro, San Paolo, Santa Croce e a ala Giudecca-Sacca Fisola. E i 32.531 che abitano invece tra san Marco, Castello, Sant’Elena e Cannaregio.

Al ritmo attuale tra poco più di un mese si abbatterà dunque anche il muro dei 54 mila residenti, arrivando a quota 53 mila. Un declino demografico di cui si parla ormai da decenni, ma che continua ormai inarrestabile, senza alcun segnale di inversione di tendenza.Il calo demografico si è negli ultimi anni rallentato – avendo ormai raggiunto lo “zoccolo duro” dei residenti – ma prosegue comunque, sulla base soprattutto del saldo negativo tra nati e morti, che non è compensato dall’arrivo di nuovi residenti. Un calo che è inversamente proporzionale invece all’aumento del numero dei turisti che continua a salire e nasconde quindi visivamente gli effetti dell’esodo, mantenendo molto più elevato il numero complessivo dei pernottanti e dei “giornalieri” che passano per Venezia.Ma gli effetti del calo demografico sono già evidenti per la progressiva sparizione di negozi e esercizi commerciali di “vicinato” e legati appunto alla residenza, sostituiti da attività legate unicamente alla presenza dei turisti. “Regge” decisamente meglio il Lido – con una comunità residenziale ancora viva – che a fine dello scorso anno era a quota 16.604, e a ieri aveva ancora 16.557 residenti, con un calo di una cinquantina di presenze.

Giorgio Gasco