A Venezia è vietata la meritocrazia

Dipendenti comunali costretti a restituire i compensi avuti per i progetti

L’obiettivo era «raccogliere le proposte, le idee, gli stimoli dei lavoratori del Comune di Venezia (di cui molti sono cittadini veneziani e mestrini), per migliorare il loro modo di lavorare, renderlo più efficiente e più efficace anche attraverso piccole soluzioni organizzative che, messe insieme a tutte le altre, siano in grado di trasformare l’amministrazione e impattare in modo rilevante nella crescita della nostra città».

Il progetto “Idee vincenti” era stato introdotto dal Comune di Venezia a partire dal luglio 2016; un sistema di premialità – un incentivo economico per tutto il personale del comparto – che «ha raccolto molte adesioni di lavoratori, che si sono messi in gioco, a volte anche in prima persona, per ripensare il loro universo lavorativo: dagli orari a soluzioni informatiche che facilitino il lavoro, dall’elaborazione di strategie di marketing al problema degli asciugamani; tante le proposte che sono state attentamente analizzate e valutate», spiega in un documento il segretario generale Silvia Asteria.
In totale 508 idee presentate (218 di gruppo e 290 singole) per 697 dipendenti partecipanti. Sui quali è arrivata la doccia fredda. L’amministrazione comunale ha infatti comunicato ai dipendenti interessati che hanno percepito il compenso – era stato stabilito un tetto economico massimo per ciascun dipendente pari a 2mila euro più il 10% del valore eccedente attribuibile in base ai punteggi assegnati – la necessità di restituire la cifra. Il tutto a seguito dell’indagine svolta dopo un esposto dalla Procura generale della Corte dei Conti, che nelle “idee vincenti” aveva trovato delle criticità.

«Una determinazione, per noi, vincolante e obbligatoria – spiega in una nota l’assessore Paolo Romor –. L’amministrazione è consapevole dei potenziali effetti che tale recupero potrebbe generare nella gestione del bilancio familiare di ognuno, pertanto è stato predisposto un numero di rate crescente all’aumentare dell’importo oggetto di recupero, e verranno valutate eventuali particolari situazioni individuali, per cui sarà formulato un piano personalizzato». Per Romor la colpa «che peserà sulle spalle dei lavoratori è causata dalla volontà di una sigla sindacale che non ha voluto sedersi al tavolo per parlare di merito, utilizzando scorciatoie politiche».

Immediata la risposta della Cgil funzione pubblica: «L’assessore Romor continua a difendere le idee vincenti quando dovrebbe accettare, e con lui il sindaco Brugnaro, che la Corte dei Conti li ha sanzionati perché non esiste alcuna trasparenza e alcun merito in quello che hanno fatto. Una gestione vergognosa e discrezionale dei soldi pubblici, dei cittadini, che è stata giustamente sanzionata dall’autorità contabile. Nessun sindacato è contro la partecipazione dei lavoratori al miglioramento dei servizi ai cittadini, ma noi non accetteremo mai un sistema premiale che è nelle mani della politica e non di un sistema trasparente di regola che premi realmente chi si mette in gioco».

Fra le idee premiate – su cui è stato suddiviso il budget complessivo di 426mila euro, proporzionalmente ai dipendenti sulla base dei punteggi acquisiti e con un riconoscimento alle idee di gruppo – c’erano il Teatro al lavoro (una modalità con la quale mettere a fuoco situazioni conflittuali in ambito lavorativo tra colleghi dipendenti e, attraverso una sorta di gioco-simulazione, affrontare le problematiche che possono manifestarsi nei vari servizi e uffici), una app con la possibilità per il cittadino e il turista di localizzare i bagni pubblici e i cestini per la raccolta dei rifiuti, e anche gli stivali per l’acqua alta a marchio Venezia. Secondo i promotori, l’idea era una distribuzione di stivali – con il logo impresso del Comune – nei quattro punti focali della città (Piazzale Roma e Stazione di Santa Lucia, Rialto e Piazza San Marco), «ai milioni di turisti o a coloro che ne sono sprovvisti».

E il Comune non demorde: «Siamo convinti della bontà della proposta – rimarca l’assessore – e abbiamo già introdotto dei correttivi per renderla più stringente alle norme. Molte delle idee presentate nel 2016, la cui realizzazione è stata ritenuta strategica, sono già state inserite nel ciclo di programmazione trasformandosi in obiettivi concreti la cui realizzazione sarà oggetto di valutazione e conseguente diverso e futuro riconoscimento».

A.C.M.