«Via libera ai doppi incarichi, purché non si saltino sedute»

E’ iniziata l’altro giorno in consiglio regionale del Veneto la discussione sulla nuova legge elettorale. Raggiunta l’intesa sul premio (chi supera il 40% dei voti si prende il 60% dei seggi, cioè 30 consiglieri su 51), restano in ballo due questioni: le pluricandidature (cioè la possibilità che il candidato governatore si candidi come semplice consigliere in tutte e sette le provincie, mentre adesso può farlo solo in tre) e i doppi incarichi (cioè l’eliminazione dell’incompatibilità introdotta a partire dal 2015, tra consigliere comunale e consigliere regionale).

Va detto che la norma entrerebbe in vigore subito, il che significa che i consiglieri regionali che si sono candidati alle prossime comunali (i leghisti Roberto Ciambetti a Vicenza e Riccardo Barbisan a Treviso), se eletti potrebbero tenere entrambe le poltrone. Il che al governatore Luca Zaia va bene, a patto che non saltino le sedute al Ferro Fini per stare in Comune.

«Fermo restando che non significa una doppia indennità – ha detto il governatore – è una soluzione a mio parere giuridicamente accettabile. Però, per quanto riguarda me, nella mia squadra non voglio gente che salti un Consiglio perché ha altri impegni. Va bene tutto, ma nella vita ci vuole organizzazione: quando c’è, tutto è affrontabile. Poi, ripeto, finché ci sarò io, chi vuole può fare il consigliere comunale mentre è anche nell’assemblea regionale, ma fuori degli orari canonici di questo ente».

«Una legge ad personam pessima – ha detto Claudio Sinigaglia, Pd – che consentirà ad alcuni consiglieri regionali di esercitare anche il ruolo di consiglieri comunali in città capoluogo del Veneto, con tutto ciò che ne consegue; senza sottovalutare che la precedente scelta della incompatibilità era rilevante dal punto di vista etico, stroncava il doppio ruolo e l’esercizio professionale della politica da parte di qualcuno a scapito di altri, eliminava qualsiasi conflitto di interesse alla radice, rispettava e valorizzava il ruolo di consigliere comunale tanto quanto quello di consigliere regionale perché ne riconosceva l’insostituibilità».

Intanto Graziano Azzalin (Pd) ha presentato un emendamento per assegnare alle province di Belluno e Rovigo vengano assegnati tre seggi ciascuna contro i due attuali.

 

 

 

M.N.