Viaggio sulle orme di Luigi Baldan, testimone miranese della Shoah

Lo ha effettuato in Polonia il figlio Sandro. Il libro del sopravvissuto tradotto anche in francese

Il libro dell’ex internato militare italiano nei lager nazisti Luigi Baldan, novantanovenne miranese, intitolato “Lotta per sopravvivere, la mia resistenza non armata contro il nazifascismo” (pubblicato nel 2007 dalla casa editrice Cafoscarina di Venezia), è stato tradotto in francese.

A farlo è stata Ginette M., figlia di una deportata ebrea che viveva in Francia e che durante la guerra era nello stesso lager nazista dov’era stato imprigionato Baldan, a Sackisch Kudowa in Polonia.

Il libro tradotto sarà consegnato dalla signora Ginette alle principali associazioni francesi che si occupano di storia, come testimonianza preziosa della shoah ebraica da parte di un prigioniero italiano durante la Seconda guerra mondiale.

Intanto il figlio di Luigi, Sandro Baldan, ha effettuato il suo “viaggio della memoria”, recandosi lo scorso novembre nella città di Kudowa Zdroj in Polonia (durante la guerra chiamata appunto Sackisch-Bad Kudowa), per visitare i luoghi dove è stato prigioniero il padre, lavorando come “schiavo di Hitler” dal 1944 al 1945.

Durante quell’esperienza Sandro ha effettuato, accompagnato dallo storico locale Zbigniew K., foto e video che riguardano la zona dove esistevano le baracche con il campo di prigionia, ora adibita ad area residenziale pubblica. Esistono ancora alcuni resti delle recinzioni del campo, mentre l’ultima baracca in legno è stata demolita dieci anni fa. Sandro ha potuto però visitare anche la fabbrica, ancora esistente seppur semi-abbandonata, dove hanno lavorato il padre Luigi durante la prigionia, insieme alle ragazze ebree impegnate nella produzione di pezzi meccanici di aerei per la ditta tedesca VDM. Ha infine visitato anche la tomba delle ragazze morte nel 1944 nel lager di Sackisch.
Durante il viaggio è stata donata una copia del libro di memorie di Luigi Baldan al sindaco della città, Piotr Maziarz, e quindi a tutta la città termale polacca di Kudowa Zdroj, per ricordare una parte di storia che è patrimonio di tutti. E che ha visto un militare italiano diventare prigioniero dei nazisti, condividere fame e sofferenze con un gruppo di ragazze ebree provenienti da tutta Europa e riuscire a ritornare per raccontare e tenere viva ancora oggi la memoria di quei tragici fatti.

Filippo De Gaspari