Vigilia di Natale in stazione FFSS a Padova

PADOVA. Da ormai 30 anni si rinnova l’appuntamento diventato tradizione con la Messa di Natale celebrata all’interno della stazione ferroviaria di Padova la notte del 24 dicembre.

Il tema scelto quest’anno è stato: “Natale è ogni giorno… quando mi dono e non ho ritorno”. Celebrante don Giovanni Brusegan, delegato diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, accompagnato da don Luca Favarin attivissimo nell’accoglienza dei profughi, e padre Celestino Prevedello della casa dei Missionari Comboniani di Padova.

Stazione gremitissima di persone, associazioni di volontariato, i laici comboniani che hanno animato la messa con i canti, presenti i senza fissa dimora ospitati nei punti di accoglienza del comune e della Caritas diocesana. Le offerte raccolte durante la Messa sono state devolute per una giovanissima suora comboniana, Suor Silvia Sartori. Al termine, la consueta condivisione con panettone e cioccolata.

La stazione, luogo dell’andare, simbolo dell’incontro, delle relazioni, del partire è diventata per una notte la porta aperta all’accoglienza, soprattutto di quei fratelli e sorelle che vivono ai margini della città e della società e che in Gesù possono ritrovare il calore di un cuore accogliente che li ama. Apre la celebrazione Benedetto, senzatetto già conosciuto da molti per le sue poesie, che legge un suo componimento su questo Natale: “Tu non abbandoni, e quanto ancora mi doni” dice, in un ascolto silenzioso rotto solo dai rumori degli schermi pubblicitari della stazione.

Don Giovanni Brusegan lancia poi nell’omelia quasi un motto: “No muri no musi duri”, non chiudiamoci, ma lasciamo spazio all’accoglienza. E ci ricorda che la storia non è quella dei libri ma quella delle relazioni nel quotidiano. “Il messaggio del Natale è che si deve diventare piccoli per fare la storia vera, che non è quella dei carri armati o dei muri. Nasce un bambino rivoluzionario, è arrivato il salvatore e con lui riprende il processo di pace e giustizia.”

Poi ci lascia con una domanda e un augurio: la domanda è “Salviamo noi il Natale o è lui che ci salva?” La vera storia che cambia il mondo è quella di chi ha saputo obbedire mettendosi in viaggio per il censimento, mettersi in cammino, ma soprattutto ha saputo seguire il progetto di Dio, nelle piccole cose.

E gli auguri? Auguri a Dio, che si è fatto umano; a Gesù, che ci ha amati con la vita; a Maria e Giuseppe, che hanno saputo fare spazio; ai pastori, che non sono rimasti fermi ma sono andati a vedere cosa stava succedendo; ai Re Magi, che si sono messi in movimento da molto lontano.

 

Sara Zanferrari