Zaia convoca il tavolo sicurezza. Oggi sciopero generale dei metalmeccanici

Camusso: «È una strage altro che innovazione»

«Stiamo ragionando di nuove iniziative a tutela della sicurezza dei lavoratori anche perché le responsabilità, in termini di mancato controllo e prevenzione, ricade sulle amministrazioni regionale e statale». Così Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, dalla sede della Camera del Lavoro di via Longhin  dopo un incontro a porte chiuse che l’ha vista confrontarsi a lungo con i lavoratori e i sindacalisti delle Acciaierie Venete. Ovvero la fonderia di via Francia dove, domenica mattina, 4 operai sono stati investiti dall’onda di calore provocata dalla caduta di una vasca contenente metallo fuso a oltre 1300 gradi. E mentre le condizioni di 2 dei 4 lavoratori sono ancora critiche, i metalmeccanici del Veneto saranno in sciopero oggi.

Nel frattempo il governatore Zaia annuncia l’apertura, lunedì prossimo, di un tavolo tecnico sulla sicurezza del lavoro incassando l’approvazione di Annamaria Furlan, segretario della Cisl nazionale.«Dire che i controlli erano stati fatti e che in azienda si aveva attenzione per la sicurezza è per lo meno improprio, viste le conseguenze drammatiche con cui ci troviamo a confrontarci» continua il segretario generale della Cgil.

«Si può parlare di lavoratori messi in condizione di sicurezza quando si sono valutati anche i casi imprevisti e quando si considera l’effetto devastante di fattori come l’onda di calore che si è propagata dopo la caduta della siviera».Una tragedia in cui torna la centralità del tema dell’organizzazione del lavoro. «Si era discusso della posizione dei lavoratori, in particolare quelli degli appalti, che sono vittime, due dei quattro feriti, di questo gravissimo incidente?» ha continuato Camusso. «Ma il tema più generale riguarda la scomparsa della parola prevenzione e insieme dell’idea che non si possa premere sulle persone perché facciano turni da 10, 12 14 ore. In nessuna attività su può immaginare che l’attenzione rimanga alta dopo un periodo di lavoro così lungo».

Il trend in aumento delle morti sul lavoro (giunte, secondo la Cgil, alla cifra di 30 in regione quest’anno), fa il paio con una ripresa che sembra avere lasciato indietro il tema della sicurezza. «Pure nel pieno di una narrazione 4. 0» continua la sindacalista, «riscontriamo una crescita degli infortuni come non si registrava da tempo e le cui cause drammatiche sono le stesse degli scorsi decenni. Non sembra dunque esserci stata ricerca e innovazione mirata a alla tutela dei lavoratori. C’è poi il tema di una crescita del lavoro precario » appunta Camusso, «che mette le persone nella condizione di barattare il proprio reddito con la propria sicurezza. Un fatto di per sé incivile, che incrementa un fenomeno di estrema gravità. Gli stessi termini temporali dei nuovi contratti, sempre più brevi, riducono nei fatti quasi a zero le occasioni di formazione per i lavoratori. In questo contesto sarebbe importante per lo meno smettere di ragionare di sicurezza del lavoro come di una voce di costo».

La tragedia delle Acciaierie Venete, che lo stesso segretario della Cgil Padovana ha definito, per le modalità non dissimili, una “Thyssenkrupp del Nordest” stimola un confronto che potrebbe portare, a giorni, a una mobilitazione generale dei sindacati per lo meno del Veneto. «Sia noi che le categorie, assieme alle altre organizzazioni, localmente e a livello confederale, stiamo discutendo di prossime iniziative perché» ha concluso Camusso, «non c’è dubbio che ci siano responsabilità delle amministrazioni regionale e nazionale sia sul terreno delle sanzioni che su quello della prevenzione e dei controlli».

E.P.