Zaia lancia Cortina

Già oggi il Consiglio dei ministri potrebbe decidere sulla candidatura ottimale alle Olimpiadi del 2026, tra le città di Cortina (con Trento e Bolzano), Milano e Torino. A Roma il governatore Luca Zaia ha presentato lo studio di fattibilità della candidatura ampezzana prima al sottosegretario allo sport Giancarlo Giorgetti e successivamente al presidente del Coni, Giovanni Malagò. I 380 milioni di euro per gli investimenti nelle Olimpiadi di Cortina, Bolzano e Trento comprese, potrebbero generare negli anni 10 miliardi di euro di benefici. Quindi, grandi ritorni economici, seppur da un cantiere al risparmio.

«Nessuna nuova struttura permanente verrà costruita ad hoc per i Giochi», ha detto Zaia ai suoi interlocutori, «e ben sette discipline sportive saranno ospitate nella città olimpica: un record per le sedi invernali dal 1998. Inoltre, si prevede che a Cortina ci si possa muovere tranquillamente a piedi tra il villaggio olimpico e gli impianti che ospiteranno le gare».

 

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha tenuto a far sapere che, a differenza delle altre città candidate, Milano è la più compatta politicamente. Zaia lo ha indirettamente smentito, dicendo, prima a Giorgetti e poi a Malagò, che quella di Cortina «è una candidatura voluta e sostenuta dal territorio, dalle comunità e dagli enti che le rappresentano». E ha aggiunto che «in Veneto e Trentino Alto Adige siamo compatti nel volere le Olimpiadi del 2026».

All’evento – ha fatto notare ancora il governatore – lavoriamo con attenzione e lungimiranza, consapevoli dell’opportunità sul piano sociale ed economico rappresentata dagli investimenti in queste aree di montagna. «Possiamo dire lo stesso per gli altri due competitor metropolitani?». Non pare proprio, sicuramente di Torino e neppure di Milano.

Ma la valutazione in Consiglio dei ministri sarà di natura politica, prima che tecnica. Ieri lo ha fatto intendere anche Malagò. «Si stanno facendo valutazioni anche politiche», ha sottolineato, «so che c’è un Consiglio dei ministri domani a cui seguirà il 10 luglio il Consiglio del Coni che dovrà entrare nel dettaglio della questione».

Non è detto, però, che l’ultima parola venga detta il 10. Potrebbe slittare a fine mese. Lo stesso presidente del Coni l’ha ventilato ieri, augurandosi tuttavia che l’opzione possa essere accelerata; significherebbe che i candidati sarebbero disponibili a una condivisione. Il presidente del Veneto ha precisato ieri che «non sarà certo Cortina a fare un passo indietro, perché», ha spiegato, «questa è l’unica, sincera e autentica candidatura della montagna, di luoghi nei quali le discipline sulla neve e sul ghiaccio sono nate e si praticano naturalmente.

A Cortina, insomma», ha spiegato Zaia a Giorgetti e Malagò, « le Olimpiadi verrebbero celebrate nel più grande hub degli sport invernali d’Europa».

Il governatore ha pure ricordato che Cortina e le Dolomiti sono patrimonio Unesco, riconosciute a livello mondiale come uno straordinario patrimonio paesaggistico e culturale e sono, dunque, «la testimonianza più suadente della bellezza delle “terre alte”: una candidatura, quindi, competitiva non solo in Italia ma anche a livello internazionale».

Secondo Zaia, né Milano né Torino possono vantare la sostenibilità del triangolo dolomitico. Tanto più che – ha precisato – il progetto sarà oggetto di una Valutazione Ambientale Strategica (Vas) ex-ante e certificati ISO 20121 e sarà assolutamente sostenibile sotto ogni punto di vista, rispettoso dell’ambiente e in grado di mettere a frutto l’abbrivio dei mondiali di sci del 2021, già assegnati a Cortina. Le strutture del villaggio olimpico di Socol saranno, infatti, riutilizzate per fini di Protezione Civile come abitazioni di emergenza in caso di catastrofi naturali o per altre necessità logistico operative legate a emergenze abitative. Ma una candidatura controcorrente, come quella di Cortina, sarà davvero compresa nell’ambito del Coni ai fini del Cio che dovrà decidere fra un anno?

A.V.