Zaia tira dritto sul federalismo

“Tra qualche settimana celebreremo l’addio allo Stato centralista, il referendum del 22 ottobre ha avuto l’effetto del Big Bang. Il popolo si è espresso: 2 milioni e mezzo di veneti hanno chiesto l’autonomia. Non era obbligatorio il quorum, ma l’ho inserito apposta nella legge e se non fosse stato raggiunto mi sarei dovuto dimettere e cambiare mestiere. Hanno fatto di tutto per sabotare il voto e farmi lo sgambetto, ma ha vinto il popolo: ora non siamo più mezzadri di Roma” dichiara il governatore del Veneto nell’aula Magna dell’università di Padova.

“Nel contratto di governo tra Lega e M5S –continua Zaia- è scritto che verrà riconosciuta l’autonomia a tutte le Regioni che ne faranno richiesta. Io sono felice di aver aperto la strada, ma credo sia obbligatorio dare la voce al popolo, seguire il modello di Veneto e Lombardia per spiegare i motivi che stanno alla base di questa rivoluzione, che per l’Italia è paragonabile alla caduta del muro di Berlino”.

Vittoria su tutta la linea? Pare di sì, salvo sorprese dal fronte grillino. Perché se per il ministro Stefani:“L’accordo con il Veneto prevede il trasferimento delle 23 materie”, per Luca Zaia ciò equivale a ottenere i 9 decimi di risorse, come Bolzano.

“La nostra regione ha un Pil di 150 miliardi e ogni anno ne regala 15 di residuo fiscale. La solidarietā è sacrosanta ma va garantita a chi se la merita. Ottenere le 23 materie previste dalla Costituzione equivale al trasferimento in toto dei nove decimi di prelievo fiscale”.

E.P.