Veneto

L’applicazione anti-spacciatori

Un’applicazione. Pensata per i giovani, per gli studenti. Per aiutarli a combattere i fenomeni di bullismo e spaccio purtroppo sempre più frequenti.

L’applicazione si chiama You Pol ed è stata realizzata dalla Polizia di Stato. Consente di inviare direttamente in questura messaggi, immagini, video, link per denunciare episodi di bullismo e spaccio. L’applicazione ha anche la funzione “chiamata d’emergenza” che permette di contattare direttamente la questura che grazie alla geolocalizzazione sarà in grado di rintracciare il luogo da cui è partita la chiamata intervenendo così subito sul posto.

L’applicazione è pensata per i giovani e nei prossimi mesi verrà presentata in tutte le scuole del Miranese. La prima presentazione è stata fatta giovedì scorso, all’istituto Engim di Mirano.

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Si tratta del primo progetto di questo tipo realizzato in Regione che punta a coinvolgere i giovani mettendoli in prima linea nella lotta alla violenza, il bullismo e allo spaccio.

L’applicazione che aiuta i ragazzi

L’idea è nata al Tavolo sulla promozione della cultura della legalità e sicurezza istituito a Mirano dal 2017. Al tavolo prendono parte, oltre ai Dirigenti scolastici della città, i Comandanti della Guardia di Finanza,  dei Carabinieri, e della Polizia locale, i rappresentanti del SER.D e del SEPS dell’AULSS 3 e l’Amministrazione comunale di Mirano con i Servizi sociali e gli operatori di strada. Il Tavolo si riunisce con una periodicità semestrale, all’inizio e al termine dell’anno scolastico.

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In uno degli incontri, si è parlato proprio dell’applicazione, facilissima da scaricare e utilizzabile attraverso qualsiasi device, tablet o smartphone. Si è quindi deciso di presentarla nelle diverse scuole del Miranese: non per formare degli “spioni” ma cittadini consapevoli e attivi protagonisti nella realizzazione della sicurezza.

Non c’è bisogno di ragazzi eroi, ma di giovani consapevoli che con questo gesto possono aiutare non solo chi subisce violenza, ma anche chi è parte attiva dell’episodio di violenza. Il cuore della questione è l’aiuto: in condizioni di difficoltà ci si deve aiutare reciprocamente.

Il progetto, partito grazie alla collaborazione con la Questura di Venezia, verrà quindi portato avanti nei prossimi mesi con l’obiettivo di diffondere il più possibile l’applicazione e coinvolgere i ragazzi nella lotta a due piaghe del nostro tempo: bullismo e spaccio.

M.B

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