Veneto

Autonomia del Veneto: arriverà mai?

L’Autonomia del Veneto è l’argomento principale della politica regionale in questo periodo. C’è da domandarsi se arriverà mai. La concessione dell’autonomia regionale sta subendo troppi rinvii, viene data per scontata e poi rimandata. Le date indicate saltano sempre.

I problemi

Questo pone dei problemi, nonostante il governo sia di colore favorevole alla Regione e quindi non dovrebbe porre ostacoli particolari. La sensazione è che tutto possa essere spostato fino alle elezioni europee di maggio, o per sfruttare al meglio la spinta elettorale, o per spostare eventuali ripercussioni a dopo le elezioni.

Una possibile soluzione

Forse si potrebbe pensare almeno alla firma di un’intesa che stabilisca in qualche modo non soltanto i punti, ma soprattutto una data possibile. Non è la firma dell’autonomia, ma è un impegno preciso. Ma questa idea non sembra mai essere stata presa in considerazione.

Come mai i rinvii?

Non si capisce bene il perché dei troppi rinvii. Da una parte c’è la correttezza di precisa applicazione dell’articolo 116 Costituzione che prevede la richiesta di autonomia delle Regioni: è il caso di Veneto, Lombardia e Emilia Romagna. E’ stato sottolineato che si tratta di una richiesta a “elevato livello di concretezza”. Così come è stato accertato che non esistono contrapposizioni rispetto al Governo centrale.

La risposta dei costituzionalisti

Ma proprio in questi giorni 30 costituzionalisti hanno scritto al Presidente della Repubblica perchè nella questione dell’autonomia non venga emarginato il ruolo del Parlamento (questo fa pensare a un dibattito parlamentare più lungo e quindi a date destinate ancora a slittare) e hanno citato diverse motivazioni per le quali non tutte le richieste dovrebbero essere prese in considerazione, a partire dalla scuola.

Il Ministro

Ma come dice il ministro Erika Stefani (Lega): “l’autonomia di queste tre regioni non è una secessione”. Respinge l’accusa che si tratti di “un intervento per ricchi” e nega che si tocchino risorse destinate ad altre regioni. Certo ci sono limiti che vanno controllati: una delle questioni aperte, per esempio, è la competenza sulla Scuola. Spetta alla Regione o resta esclusiva competenza dello Stato? Meno complesso il problema del fisco regionale, ma basilare per quanto riguarda l’essenza stessa dell’autonomia.

Le reazioni

Non dimentichiamoci che ci sono forti reazioni da parte delle Regioni del Mezzogiorno e del Sud che temono troppi poteri a regioni già ricche. Questo comporterebbe ancora meno risorse a quelle meno ricche. Il governatore della Puglia Michele Emiliano ha detto: “O autonomia rafforzata è per tutte le regioni a statuto ordinario o non si fa per nessuna”. Chiede “un disegno unico che tenga insieme maggiori poteri alle regioni, ma senza danneggiare le regioni più deboli”.

Il fulcro

Il fulcro principale della faccenda è il ritardo. Poi viene il contrasto (dovuto alle due anime del Governo), ma anche l’esigenza di incassare l’autonomia senza altre perdite di tempo. E’ un momento importante nella declinazione dell’Italia delle Regioni, nell’applicazione delle autonomie regionali come previsto dalla Costituzione.

Il ruolo di Zaia

Spetta al Veneto, attraverso Luca Zaia, spiegare bene che non si tratta di sopraffazione verso le altre regioni, ma di solidarietà come è sempre stato.

Gian Nicola Pittalis

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