Veneto

Autonomia veneta ferma

Il braccio di ferro tra Lega e M5S sull’autonomia veneta non regala sorprese: il ministro Erika Stefani ha fatto la sua relazione al consiglio dei ministri e Luigi Di Maio ha confermato che le tre bozze debbono essere riscritte. I dossier restano nel cassetto del premier Conte, tanto che Luca Zaia ha manifestato il suo disappunto, convinto com’era che da Palazzo Chigi uscisse il via libera con l’approdo dei testi in Parlamento.

Niente da fare

«Non sono io preso in giro ma tutti i veneti, i lombardi, i cittadini dell’Emilia Romagna e tutti quelli che chiedono l’Autonomia», ha detto Zaia riprendendo quanto scritto http://www.ilsestantenews.it/nordest/zaia-autonomia/. «Ma mi chiedo anche se il Movimento Cinque Stelle ha un’alternativa perché sento sempre dire che il progetto non va bene, ma ancora non si è capito quale progetto hanno loro in testa. Probabilmente non ce l’hanno proprio». «Non ti puoi presentare ai cittadini come portavoce di un popolo e poi quando un popolo ti chiede, addirittura con un referendum, l’Autonoma veneta fai finta di non aver capito» ha poi concluso.

La replica

Secca la replica del sottosegretario 5Stelle Mattia Fantinati. «È Zaia che prende in giro veneti, lombardi ed emiliani sull’autonomia, non certo il M5s, che farà la riforma che i cittadini hanno aspettato per 30 anni, mentre la Lega, che allora governava con Berlusconi, faceva solo chiacchiere. Ora basta. Si cerca pretestuosamente di imputare a noi uno stallo che è tutto politico. La Lega vuole fare campagna elettorale sull’autonomia e questo è inaccettabile. Perché, se la riforma non si fa bene, scatenerà solo caos: duplicazioni di competenze, di centri di decisione e di spesa, mentre a pagare saranno i cittadini. Gli italiani meritano di più di questo teatrino, che ci riporta ai tempi bui in cui la Lega inscenava solo improbabili scalate al campanile di San Marco, sobillando serenissimi e altri fenomeni deteriori».

Jacopo Berti e l’autonomia veneta

Rincara la dose Jacopo Berti: «Zaia ha promesso i nove decimi di tasse più del Trentino, una follia e sa che non si può fare», dice il capogruppo in Regione.E il Pd? Dopo essere stato determinante per il quorum del referendum, ora è il momento dell’autocritica. «La farsa dell’autonomia veneta prosegue. E tale rimarrà fino a quando non si passerà dal titolo (sì o no) ai capitoli, vale a dire quale autonomia. E i capitoli dell’autonomia proposti da Zaia sono scritti male. Almeno cinque capitoli (risorse, infrastrutture, energia, istruzione, beni ambientali) non reggono. Evocare ancora la partecipazione al referendum non serve a nulla perché sulla scheda c’era solo il titolo», dice Stefano Fracasso, capogruppo in Regione.

Si inserisce FI sull’autonomia veneta

Ultima battuta a Marco Marin, deputato di FI: «Sull’autonomia veneta siamo alla farsa quotidiana. La firma dell’intesa era stata annunciata per la prima volta addirittura il 22 ottobre 2018! Da quel giorno ci sono stati altri tre annunci, ma siamo alla presa in giro. Lega e M5s hanno idee opposte e quindi il governo sulla mancata intesa sull’autonomia non può che saltare con la crisi. Veneti e Lombardi sono stanchi delle prese in giro e dei tradimenti».

A.C.M.

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