Veneto

Dove sono le barriere?

Barriere architettoniche. Odiosi ostacoli, spesso insormontabili, che non consentono a disabili o persone con difficoltà deambulatorie di accedere e fruire liberamente degli spazi della città.

A Mirano, come purtroppo in altre città, le barriere architettoniche sono molte. E spesso passano inosservate ai più. Non ci si accorge dei gradini posti in accesso a una piazza o a un giardino. Ma chi ha difficoltà motorie se ne accorge eccome.

Il Comune ha deciso di coinvolgere i cittadini per individuare le barriere presenti nel capoluogo e frazioni. Un’idea per far sentire partecipe la cittadinanza alla vita collettiva della città, e per ricevere un aiuto prezioso; non sempre gli occhi dell’amministrazione sono infatti in grado di cogliere tutti i problemi, in questo caso le diverse barriere architettoniche presenti nel territorio.

Proprio in questi giorni, il Comune di Mirano sta approntando l’aggiornamento del Piano di eliminazione delle barriere architettoniche (P.E.B.A.). L’amministrazione comunale intende, come detto, conferire una dimensione comunitaria al progetto e coinvolgere la cittadinanza e tutti i portatori di interesse locali nella predisposizione di tale documento.

Barriere architettoniche: il questionario

Proprio per questo, sul sito del Comune è disponibile un breve questionario dove i cittadini potranno segnalare le barriere architettoniche presenti sul territorio, sia quelle che si trovano nel capoluogo, sia quelle presenti nelle frazioni. Il questionario potrà essere compilato anche in forma anonima. Dovrà essere riconsegnato al Comune entro lunedì 3 giugno 2019 con una delle seguenti modalità: consegna al Multi Sportello, nella sede municipale di via Bastia Fuori n. 54/56 (orario di apertura: lunedì, mercoledì, venerdì 8.30 – 13.00;| martedì e giovedì 8.30 – 13.00 e 15.00 – 17.00); a mezzo fax al Protocollo: 041 57 98 329; tramite e-mail: protocollo.comune.mirano.ve@pecveneto.it

Insomma, il Comune vuole coinvolgere la cittadinanza nella pianificazione degli interventi. E in tempi in cui si lamenta una distanza tra istituzioni e cittadini, il dialogo non può che essere auspicabile.

M.B

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