Veneto

Governo, Zoppas: “Basta liti”

«Lo stallo politico, che viviamo da troppo tempo, sta minando il futuro del nostro Paese. E’ necessario prenderne atto e trovare una impostazione di governo che consenta alle imprese il recupero di competitività necessario per affrontare la critica incertezza del prossimo futuro. Sia questo governo, sia un rimpasto, sia una nuova legislatura…per gli industriali Veneti ogni soluzione non può prescindere dalla conferma del ruolo centrale dell’impresa nella crescita economica del Paese secondo l’equazione: più impresa, più economia più occupazione. Confindustria rappresenta gli interessi del sistema industriale e guarda solo ai contenuti di programmi e provvedimenti, prescindendo dalla paternità degli stessi. E’ nel ruolo della rappresentanza confermare posizioni che tutelano gli interessi della categoria. Non siamo “pro” o “contro” questo o quel partito, ma ci riserviamo di valutare l’impatto delle scelte politiche su temi che ci coinvolgono. Prendiamo atto di questa situazione pericolosa di “stallo nello stallo”, chiedendo alla politica di portare al nostro Paese un nuovo assetto che produca risultati coerenti con le nostre potenzialità. La mia posizione, in quanto presidente di Confindustria Veneto, prescinde da ogni formula di governo e legislazione si presenterà».

Il pensiero di Zoppas

«A chi mi dice che queste parole mi schierano politicamente rispondo che la decisione del vicepremier Salvini di avviare la crisi la crisi di governo, che ancora non è stata ufficializzata dagli organi preposti, è una sua responsabilità politica di cui prendiamo atto in modo asettico. Fino ad ora abbiamo vissuto di proclami, liti che obtorto collo inibivano le singole azioni di governo per poi vedere rappacificazioni. Chi si assumerà la responsabilità di governare questo paese dovrebbe farlo meritando il consenso con i risultati. Per fare questo avrà bisogno di una maggioranza netta.  L’evoluzione di questa situazione è in mano al Capo della Stato, figura di massima garanzia, in cui ripongo piena fiducia.

Le imprese

Le imprese hanno bisogno di politiche industriali lungimiranti e, al tempo stesso, di soluzioni rapide per pianificare i propri investimenti, perché i mercati temono l’incertezza. Aspettiamo di valutare programmi e indirizzi. La politica faccia in fretta la sua parte. Le nostre istanze sono note: l’impresa deve essere rimessa al centro dell’agenda governativa, al di là di proclami e con una visione di lungo periodo che non vada solo alla ricerca del facile consenso.»

Capolinea?

“Se il Nord-Est festeggia? Una rottura degli schemi era necessaria. Matteo Salvini si è preso questa responsabilità. Ora vediamo dove ci porterà. Di certo, non sarò io a suggerire alternative, tocca al Parlamento e al capo dello Stato Mattarella. Io dico solo che dell’immobilismo di questo governo eravamo stanchi”.

L’impresa e il Governo

“Non è importante dire se ha fatto bene o male a fare ciò che ha fatto. Penso ai contenuti, a ciò che serve all’Italia. Qualunque governo verrà dopo questo deve mettere al centro l’impresa. E dico l’impresa apposta: non l’imprenditore”.

Cosa non andava nel Governo

“Salvini, come detto, si è preso la responsabilità di sbloccare la situazione. Ha fatto un’ammissione di colpa: le cose non stanno andando come devono. Mi spiace, ma in questo sono stato premonitore. L’Italia è in stagnazione, il cuneo fiscale non scende, la competitività straniera aumenta a discapito della nostra. Non ci vuole la palla di cristallo per dire che il futuro non è roseo”.

Il Governo per il Veneto

“Mi auspico che si facciano l’autonomia, si vada avanti con le infrastrutture, la Tav in primis, si abbassi finalmente il cuneo fiscale. In quest’anno di governo ho sentito proclami e promesse, ma l’impresa, invece di essere considerata fondamentale per questo Paese, è stata più volte messa sul banco degli imputati. Inaudito”.

Cosa serve

“Di sicuro serve un esecutivo che faccia le cose fino in fondo. Non che litighi e faccia dichiarazioni solo per accrescere il proprio consenso. Questo lo può fare un singolo partito o serviranno alleanze? Chissà. Ciò che conta è che chi prenderà la guida del Paese sappia quale direzione prendere. Come si è visto, un contratto di governo non basta. Non voglio entrare nelle dinamiche politiche. Di certo non vorrei che si ricreassero situazioni in cui la maggioranza diventa anche opposizione. Meno chiacchiere. Bisogna far ripartire l’Italia, visto che il motore si è inceppato”. 

Ritorno al voto?

“Non sono io a doverlo dire. Che si vada alle urne, che si crei un altro governo, tocca comunque alla politica indicare la strada da prendere. Di certo so quali sono le priorità: impresa, occupazione, crescita, l’autonomia”.

Rischio Iva

“Siamo preoccupati per questo. Un aumento avrebbe effetti devastanti: sull’economia, sui mercati, sul lavoro. L’obiettivo deve essere la crescita, facendo grande attenzione al deficit e a tenere sotto controllo lo spread”.

A.C.M.

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