Veneto

Nuova bozza d’intesa per l’autonomia

Non c’è accordo sul versante cruciale dell’autonomia, quello riguardante l’attribuzione delle risorse finanziarie. Il vertice convocato dal premier a Palazzo Chigi si è concluso senza progressi. Giuseppe Conte – affiancato dalla squadra del Mef con il ministro Giovanni Tria e i sottosegretari Laura Castelli e Massimo Garavaglia – ha annunciato la presentazione di una nuova bozza d’intesa che, accogliendo l’istanza dei grillini, preveda una redistribuzione delle risorse “eccedenti” dalle tre regioni nordiste a quelle del Sud.

Il no di Erika Stefani alla bozza

«Non faremo accordi al ribasso, la virtuosità nella spesa va premiata, non punita». A regalare un briciolo di ottimismo, viceversa, è valso il sostanziale accordo raggiunto dalla delegazione del Veneto con il ministro Giulia Grillo sul versante della sanità.

Il nodo Sanità

Le parti, e Stefani in primis, mantengono riservati i dettagli della nuova bozza d’intesa ma l’elemento cruciale consiste nell’adozione della spesa pro capite quale criterio di ripartizione del Fondo annuale. Un indubbio vantaggio per il Veneto: ricaverà un incremento del budget annuale valutato in un centinaio di milioni dagli esperti di Palazzo Balbi. Con un corollario normativo che consentirà lo sblocco delle assunzioni di medici, la contrattazione su base regionale ed il reclutamento degli specializzandi negli ospedali.

Il parere di Fontana sulla bozza

Il vicepremier Di Maio sostiene che i quattrini devono rientrare nelle casse dello Stato per alimentare un fondo straordinario destinato al Mezzogiorno. Ipotesi definita «assurda e offensiva» dai governatori leghisti. Attilio Fontana non ricorre a mezzi termini: «Ho letto stralci delle proposte e mi hanno fatto rabbrividire, se sono questi i contenuti credo sia finita ogni possibilità di trattativa. La «riscrittura» della bozza d’intesa è l’ennesima presa in giro, i 5 Stelle tentano di bloccare l’autonomia senza assumersi la responsabilità. Ora basta, però: mi aspetto che entro questa settimana ci sia la fine o positiva o negativa di questa storia».

Zaia

«Personalmente», fa eco Luca Zaia «ho sempre affermato che il 2019 sarà l’anno dell’autonomia, nel bene o nel male. Io spero che si approverà, in caso contrario non si può scollinare un altro anno. Ad oggi il Governo è inadempiente». E se Antonio De Poli, presidente dell’Udc, anticipa il «no ad un pezzo di carta svuotato di poteri e risorse», chi esclude chances al negoziato è Forza Italia: «È evidente che la maggioranza si è arenata ma non sono più tollerabili i rinvii», affermano Dario Bond e Marco Marin. Perciò i deputati azzurri sollecitano la convocazione di Conte affinché «chiarisca le reali intenzioni dell’esecutivo».

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