Polesine

Chiosco di Rovigo, continua l’odissea

Lavori ancora una volta posticipati a settembre

Rovigo. Vi ricorderete l’annosa vicenda del Chiosco di Piazza Merlin, che ormai da molto tempo il Comune intende abbattere. Ora il Comune ha confermato, per il mese di settembre, la demolizione del fabbricato. Ma intanto, tra rinvii, dinieghi, autorizzazioni e permessi, per il Chiosco di Rovigo continua l’Odissea.

La demolizione

La demolizione del chiosco di Rovigo è stata fissata per il primo di settembre.

E quindi, salvo imprevisti, dovrebbe concludersi la soap opera del locale di proprietà di Daniele Zago, chiuso più di un anno fa dopo la scadenza dell’autorizzazione alla occupazione del suolo pubblico.

Una vera odissea

La vicenda del chiosco di Piazza Merlin ha ormai assunto i tratti di una vera e propria odissea all’italiana.

Ed infatti la precedente amministrazione aveva approvato la delibera di abbattimento per il 28 giugno, con affidamento dei lavori ad una ditta del luogo. Costo preventivato: circa 28mila euro.

Ma durante la campagna elettorale l’idea non era piaciuta ad una parte del centro sinistra, che aveva proposto di mantenere il chiosco aperto affidandolo ad un’associazione per coprire le spese.

Chiosco Rovigo continua odissea

Le ultime novità

Fino a quando l’assessore ai lavori pubblici e all’urbanistica del Comune di Rovigo, Giuseppe Favaretto, ha annunciato la decisione definitiva.

Il neo eletto sindaco Edoardo Gaffeo, appena indossata la fascia tricolore, aveva deciso di bloccare il cantiere per studiare soluzioni alternative al fine di mantenere in vita la struttura.

Ma gli accertamenti compiuti dai periti del comune capitanati da Favaretto hanno dato esito negativo: «i pareri che abbiamo chiesto hanno confermato l’impossibilità a mantenere in piedi quella struttura perché non conforme al progetto iniziale».

La motivazione

La motivazione dell’abbattimento è chiara: irregolarità della costruzione non conforme al progetto iniziale. Pertanto, l’opera deve essere assolutamente abbattuta, lo prevede la legge.

Il chiosco

Il chiosco era stato realizzato nel 1999, durante la giunta guidata dal sindaco Fabio Baratella. Il Comune aveva offerto a Daniele Zago, che gestiva nei dintorni un chioschetto di legno stagionale, di costruire a proprie spese una nuova struttura. Il tutto in cambio dell’autorizzazione ventennale di occupazione di suolo pubblico.

 E però alla scadenza dei termini la giunta Bergamin aveva ordinato la demolizione. La Soprintendenza si era pronunciata negativamente nei confronti della struttura in ferro definita ‘troppo impattante’ per il centro.

I guai finanziari

Inoltre, a tutto questo si erano aggiunti negli ultimi tempi i guai finanziari del gestore.

Il chiosco era ormai diventato un must per i rodigini. La domenica pomeriggio, durante la passeggiata in centro, si fermavano a prendere un gelato o un drink al chiosco. Sia in estate, occupando i tavolini all’aperto, sia d’inverno, grazie alla veranda riscaldata.

Ed ora tra rinvii, burocrazia e concessioni, non resta che attendere settembre per conoscere il destino del locale.

Pierfrancesco Divolo

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