Polesine

Diritti di pesca, la Provincia temporeggia

Porto Tolle. Già all’inizio di questa primavera vi avevamo raccontato delle difficoltà legate alla pesca e alla moria delle vongole nel Delta del Po. Problema che aveva indotto gli imprenditori che nella nostra regione si occupano di molluscocultura a chiedere aiuto. Ma sulla questione dei diritti di pesca, la Provincia temporeggia ancora.

Diritti pesca Provincia temporeggia

Il Consiglio provinciale

Lo scorso 10 luglio ha avuto luogo un apposito consiglio provinciale per discutere dell’annoso problema dei diritti di pesca. Durante l’incontro, il Presidente Ivan Dall’Ara ha sollevato la questione, che «ormai è oggetto di  attenzione ed è presente sulla stampa quasi quotidianamente».

La problematica

La problematica concerne proprio i diritti di pesca, ovvero la facoltà, da parte di pescatori e molluschicultori, di poter effettuare l’attività di pesca sulle acque del Delta del Po. Con i relativi limiti e le relative regole.

La cooperativa dei pescatori del Polesine è in attesa di risposte dalle istituzioni da lungo tempo. Vogliono avere chiarezza sulla loro professione e sui limiti dell’utilizzo dei loro strumenti di lavoro: limite di lontananza dalla costa, orario di lavoro, dimensioni e trama delle reti da pesca.

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Le risposte delle istituzioni

Ma, per ora, le risposte delle istituzioni tardano ad arrivare. La Provincia temporeggia, e si prende ancora tempo per studiare le carte e valutare il parere richiesto dall’Avvocatura dello Stato. Dall’Ara ha precisato di aver ricevuto, il 5 luglio, dalla prefettura il parere dell’Avvocatura dello Stato sulla questione.

Le tempistiche

«Ma il consiglio si è preso un po’ di tempo per esaminarlo e fare ulteriori approfondimenti per verificare se c’è questa sorta di equiparazione come ormai viene sbandierata a 360 gradi tra le concessioni demaniali marittime e i diritti esclusivi di pesca».

«Tutto, naturalmente – precisa il Presidente – nell’interesse dei nostri pescatori e del consorzio».

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L’opinione del Prefetto

In realtà, il Prefetto di Rovigo aveva già espresso una opinione chiara in merito al Consorzio dei Pescatori.

«La Provincia, se vuole, può affidare anche domani al Consorzio delle cooperative dei pescatori i diritti di pesca senza rischiare nulla». Così Maddalena De Luca, che si era dimostrata assolutamente certa circa l’esito del parere dell’Avvocatura dello Stato. «Abbiamo analizzato il documento da un punto di vista normativo e la lettura non può che essere una. Non ci sono dubbi interpretativi».

Il silenzio della Provincia

Ma nonostante le rassicurazioni giuridiche del Prefetto, sui diritti di pesca la provincia temporeggia. Palazzo Celio non si è dato neanche un termine per prendere una decisione, ma per ora sembra trapelare un clima di malcelato nervosismo.

L’unico ad intervenire, per il momento, è il Sindaco di Porto Tolle, nonché assessore alla pesca, Roberto Pizzoli. «Sulla pesca spero che in tempi brevi si possa risolvere tutto. La Provincia si muove per atti, la relazione è arrivata agli uffici, che a loro volta relazionano».

Speriamo allora che la burocrazia faccia il suo corso e che i pescatori abbiano finalmente una risposta che permetta loro di lavorare serenamente.

Pierfrancesco Divolo

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