Veneto

Treviso – il 75° anniversario dei bombardamenti del “7 aprile 1944”

Anche quest’anno sono stati diversi gli eventi organizzati dall’Amministrazione comunale di Treviso, per ricordare e pregare insieme ad amici e parenti, i civili e militari, che persero la vita durante i bombardamenti del 7 aprile del 1944. Settantacinque sono gli anni che ci separano da quel terribile venerdì Santo, in cui la città di Treviso subì questo tragico bombardamento che provocò oltre mille vittime e la distruzione di case e monumenti, per i cui fatti ancor oggi gli stessi trevigiani non riescono a trovare una motivazione che possa “giustificare” quella terribile giornata, visto che a bombardare furono proprio gli stessi “alleati”. Certamente un’azione dei “liberatori” che si trasformò in un’operazione di guerra, visto il numero dei morti e dei danni subiti.

L’INAUGURAZIONE

Giovedì 4 aprile, alle ore 16.00, presso l’Archivio di Stato di Treviso, è stata inaugurata dallo storico Antonello Hrelia, dell’Associazione Vittime Civili di Guerra, la nota mostra fotografica che nasce a seguito di una volontà unanime di Comune, Provincia e della già citata Associazione Vittime Civili di Guerra. La mostra si protrarrà sino al 4 maggio.

bombardamenti treviso

TREVISO COM’ERA E COM’È

Dal materiale fotografico emerge un quadro ricostruito piuttosto fedele. Certamente il tempo ha fatto da padrona. La ricostruzione si è concretizzata sul finire degli anni sessanta, per proseguire nel ventennio successivo. L’attuale Treviso presenta un aspetto curato, ordinato e pulito, quasi a voler cancellare quel ricordo che seppur silenziosamente rimane sempre presente tra i trevigiani e loro discendenti

LE CELEBRAZIONI ECCLESIASTICHE, CIVILI E MILITARI

Sabato 6 aprile si sono celebrate “la Santa Messa presso la Chiesa di Santa Maria Ausiliatrice e alle 17 la Santa Messa al Tempietto di Santa Maria del Rovere”. Domenica 7 aprile in presenza delle Autorità vi è stata la deposizione della Corona di alloro presso la lapide dedicata alle vittime civili e militari e ai cento ventitré bambini deceduti durante il bombardamento.

Noi del www.ilsestantenews.it abbiamo raccolto per i nostri lettori alcune testimonianze e immagini di repertorio, per ricordare la tragedia di quei giorni e a dirla tutta, tragedia che vide protagonista Treviso e l’intera zona coinvolta.

LE TESTIMONIANZE

Testimonianza pubblica del 27/09/1989 di Cesco Borin, operaio, classe 1926

Testimonianza pubblica di Riccardo Masini di Istrana

LA STORIA

Gli “alleati” scatenarono un inferno. “I bombardamenti anglo-americani sulle città nemiche non distinsero tra obiettivi militari e obiettivi civili, con il fine dichiarato di fiaccare il morale delle popolazioni”. “Su settanta città tedesche, ventitré furono distrutte al 70% e quarantasette al 50%”. “Se Londra subì la distruzione di quasi 250 ettari di superficie urbana, quelle di Berlino e Amburgo superarono i duemila ettari. Come ha scritto lo storico Claudio Pavone in “Una guerra civile, 1991”“Nel 1943-45, in Italia vennero combattute contemporaneamente tre guerre, che si intrecciarono nella coscienza stessa dei combattenti. Una guerra nazionale di liberazione dallo straniero, una guerra di classe che mirava ad una trasformazione dei rapporti sociali e una guerra civile tra italiani”. “La peculiarità della Resistenza italiana fu costituita dal peso particolare che vi ebbe la componente sociale testimoniata dagli scioperi che s’intensificarono a marzo dello stesso anno*”.

La premessa

Nella premessa che dalle letture particolari emergono diverse questioni fra le quali: la confusione tra Treviso e Tarvisio, la presenza incisiva dei nazisti, rimane pressoché indubbia che a parere di esperti gli alleati colpivano senza ombra di errore. Se ne deduce che era proprio Treviso che volevano colpire e probabilmente la versione più veritiera è quella del voler colpire l’allora Stazione Ferroviaria, al fine di bloccare in maniera definitiva i collegamenti verso il nord Europa. Probabilmente anche i diversi focolai che si traducevano in continui scioperi destavano non poca preoccupazione in quel tempo. 

I RINTOCCHI

Mauriel Cozzi

*Fonte: Storia contemporanea Vol. II Il Novecento di Bruno Mondadori

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