Veneto

Varata dalla regione Fvg la nuova riforma sanitaria

Per Fedriga "garantisce risposte immediate ai cittadini"

“All’inizio ero convinto servisse la separazione tra ospedale e territorio e, nel corso della capillare fase di ascolto, tutti i portatori di interesse ce lo avevano confermato, precisando però che il sistema sarebbe stato troppo stressato in caso di ulteriori stravolgimenti. Ecco perché abbiamo scelto di non elaborare la riforma perfetta ma quella più in grado di garantire risposte immediate ai cittadini”.

Così il governatore del Fvg Massimiliano Fedriga si è espresso dopo l’approvazione da parte del Consiglio regionale della nuova riforma sanitaria che modifica quella varata dalla precedente giunta Serracchiani.

 

“È stato un dibattito utile e costruttivo” ha evidenziato Fedriga, ringraziando in primis il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi (“la persona giusta al posto giusto, ha grandi meriti su questa legge”) ma anche tutti i consiglieri che hanno collaborato alla stesura responsabile di un testo “che risponde alle esigenze della comunità”.

 

Dal governatore un grazie anche alle opposizioni, alle quali ha spiegato che “è una riforma aperta al dialogo ed alcuni emendamenti non sono stati accolti perché si riferivano alla pianificazione, aspetto che andremo a costruire con la collaborazione di tutti”.“Il futuro non è scontato – ha poi evidenziato Fedriga – in quanto i costi sono tutt’altro che indifferenti rispetto a ciò che il diritto alla salute richiede. Dovremo perciò investire bene e consapevolmente, evitando gli ingenti aumenti di spesa che hanno caratterizzato il passato. Ci siamo assunti una responsabilità reale – ha concluso il governatore – e la porteremo a termine”.

Decisamente soddisfatto il Vice governatore Riccardi il quale ha rilevato che “per prima cosa maggioranza porta a casa un risultato strategico per questa legislatura. Se, come è vero, la sanità impegna oltre la metà delle risorse del bilancio regionale, significa che in sei mesi abbiamo posto le basi per contribuire a definire anche l’assetto complessivo della Regione”.

“In secondo luogo – ha aggiunto – avere rispettato i previsti tempi di formulazione e approvazione della legge ci permette di iniziare a pensare da subito al compito più importante che ci attende, quello della programmazione sanitaria sulla quale lavoreremo a inizio 2019”.

Per il vicegovernatore Fvg, questo risultato dovrebbe avere anche un altro risvolto positivo. “L’attuazione della modalità di ascolto, il rispetto dei tempi per l’approvazione dell’assetto istituzionale e organizzativo del Ssr e il confronto costruttivo con tutte le forze rappresentate in Consiglio spero possano essere colti dai professionisti e dagli operatori della sanità come un segnale di coerenza e affidabilità, delegittimando, al contrario, il coro stonato che – ha concluso – ha cercato di mettere ostacoli di ogni sorta al raggiungimento di questo traguardo”.

 

Per Sergio Bolzonello, capogruppo Pd, “se sulla sanità poteva esserci un’apertura di credito per costruire qualcosa assieme, cosa che abbiamo ribadito più volte, ora è chiaro che in questo primo tempo siano state chiuse le porte dal centrodestra”

“Mi aspettavo dal dibattito che ci fosse un minimo di ragionamento sulle varie partite. Sugli emendamenti presentati dal Pd c’è stato invece solo un atteggiamento di chiusura, ci aspettavamo qualcosa di più che non c’è stato. Ora la vera partita è capire come reggerà questo sistema rispetto alla questione finanziaria e rispetto alle questioni territoriali e relative alla partita legata al welfare. Il Pd – ha aggiunto Bolzonello – rimane vigile, disponibile e istituzionale su un tema delicato come quello della sanità”.

L’Aula ha approvato il testo che disegna l’assetto istituzionale e organizzativo del servizio sanitario regionale con 27 sì della maggioranza (Lega, Progetto FVG, FI, FdI/An), 7 voti di astensione di M5S, Patto per l’Autonomia e Cittadini, e 9 contrari di Pd e Open Sinistra FVG.

 

 

Lucio Leonardelli 

 

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