Veneziano

Gangsta’ a Jesolo, aggressione a tre bagnini

Un gruppo di giovani, per lo più minorenni, è stato invitato più volte a spostare l’asciugamano dagli ombrelloni e dalla torretta di salvataggio. Per reazione i piccoli gangsta’ hanno malmenato i tre operatori che sono finiti in ospedale. Si tratta di 15 ragazzi di Treviso già identificati.

La vendetta dei gangsta’

Una vendetta nei confronti dei bagnini che li avevano costretti a spostare i loro asciugamani più distante dalla torretta di avvistamento. Ci sarebbe questo dietro alla brutale aggressione che si è consumata domenica scorsa in spiaggia a Jesolo. Un gruppo di gangsta’, per lo più minorenni, ha mandato tre addetti al salvataggio in ospedale dopo averli picchiati a suon di calci e pugni di fronte a una folla di turisti. L’episodio è avvenuto nella zona di piazza Trieste, in una giornata in cui l’arenile era affollatissimo. Ma tutto è cominciato ore prima, quando uno dei bagnini, mentre faceva il giro di controllo tra gli ombrelloni, ha invitato un gruppetto di giovani a spostarsi, in quanto quei posti erano riservati agli ospiti degli hotel e dei residence. I ragazzi poco dopo hanno steso gli asciugamani ai piedi della torretta, in una zona che serviva agli addetti al salvataggio per i mezzi di soccorso.

L’aggressione

E così il gruppetto è stato invitato nuovamente a spostarsi. Di poco, sarebbe bastato un metro. I giovani non l’hanno presa bene e qualche ora dopo sono tornati con i rinforzi. Un gruppo gangsta’, baby gang multietnica, di 15 ragazzini, sia italiani che stranieri residenti nel Trevigiano, si è scagliato contro i tre addetti. Sul posto sono intervenuti la polizia locale, i carabinieri e la polizia, che hanno già identificato una buona parte della baby gang. I ragazzi rischiano una denuncia.

I piccoli gangsta’ si vantano sui social

Ragazzi dalla faccia pulita e ben vestiti commentano soddisfatti il pestaggio di tre bagnini e si compiacciono della vittima finita in ospedale. Una “vendetta” dopo che erano stati invitati a lasciare liberi i posti in spiaggia di un residence. Il video postato Instagram creata dai giovani bulli per compiacersi del fatto. Svanita in 24 ore dalla pagina degli autori è stata postata da Matteo Salvini su Facebook che imputa l’episodio a una “gang multietnica di 30 persone”.

La riflessione sui gangsta’

Non è il primo episodio che accade a opera di baby gang. Pestaggi, furti, bullismo nei confronti dei più deboli, con la difesa di essere minorenni e sapendo che questo li difende parecchio. Ma il vero problema è: da chi prendono esempio? Dalla televisione, dai film? O non c’è un’assenza dei genitori che spesso arrivano a difendere i figli l’indifendibile. Un esempio? Basta pensare a quei genitori che mettono le mani addosso agli insegnanti solo perché il figlio ha preso una nota. Senza pensare che magari il torto era proprio del loro pargolo.

Insieme_idee_persone
Tag
Mostra altro

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close