Veneziano

Ricami dell’anima: quando le vibrazioni diventano arte

Ricami. Riccardo Antonio Leone. Classe 1995. Giovane artista noalese emergente che disegna quello che ha dentro.

L’ispirazione nasce sei anni fa, in quarta superiore, durante le lezioni di storia dell’arte. 
È durante le spiegazioni del suo professore che è passato dal prendere semplicemente appunti a scarabocchiare le sue emozioni con la Bic blu.
 Poi dall’inchiostro blu è passato a quello nero. 

Come nasce “Ricami dell’anima”

Inizialmente Riccardo disegnava quello che sentiva dentro di lui e poi è passato a disegnare anche quello che c’è dentro agli altri. 
La sua è una ricerca finalizzata a trovare una nuova bellezza e da qui nasce l’idea del ricamo.
“Il ricamo viene inteso come un filamento che vaga libero e danzante, a rappresentare la parte più intima e profonda dell’artista.
”L’idea è quella di aprire la cassa toracica di ognuno di noi e trovarci all’interno un filamento che continua ad evolvere, una sorta di materia energica che si sprigiona; questa materia viene impressa sulle opere, le quali rappresentano un continuum in cui la materia è in costante evoluzione.

La sostanziale differenza dagli originali scarabocchi da cui è nato lo stimolo è quella di saper tradurre ed adattare in forma grafica ciò che si sente. “Adattare la necessità interiore in questo contesto odierno, in cui la commercializzazione di immagini e l’apparenza rendono tutto vacuo, vuol dire non rimanere in superficie ma andare in profondità. Una profondità dove possiamo ritrovare chi siamo, al di là di ogni distinzione.” 

La scelta dei materiali

I suoi supporti sono principalmente oggetti di scarto che ritrovano vita tra le sue mani. Si tratta di oggetti di uso domestico, di cui la maggior parte recuperati dal nonno, che vengono riadattati e che ritornano ad essere funzionali con ricami di colore. 

Si trovano così vecchie pentole, barattoli, sedie e cartelli stradali trasformati in opere d’arte contemporanea. 
Riccardo afferma di essere stato ispirato principalmente da Michelangelo e John Chamberlain.
Il primo per l’energia che era in grado di tirar fuori dai blocchi di marmo, il secondo per l’impiego di cofani accartocciati. Entrambi, tramite la loro visione dell’arte, trasmettevano energia e potenza visiva. 
Lo scopo quindi è quello di poter mixare la parte grafica data da forme e linee con una parte scultorea, data da materiali piegati per dare movimento e tridimensionalità. 
Seguendo sempre l’idea di dare forma alle sue linee, è passato anche all’utilizzo della penna 3D. Si tratta di uno strumento in grado di rendere tridimensionale il segno prettamente bidimensionale.
L’utilizzo di questa speciale penna garantisce la realizzazione di sculture leggere e offre un lavoro continuativo. L’ideale per le live performance che Riccardo realizza durante numerosi eventi nel territorio, a cui si può liberamente partecipare. 

Per scoprire maggiormente le sue opere: https://www.instagram.com/riccardo_antonio_leone/

Tag
Mostra altro

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close