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Un mondo a 360°

Mirano – Costruire in un arcobaleno di punti di vista diversi attorno ad un nuovo Umanesimo, partendo dal pensiero di Giorgio La Pira, a quarant’anni dalla sua morte. Perché La Pira è stato il Sindaco di Firenze tra gli anni Cinquanta e Sessanta la cui passione civile e azione di governo si è ispirata alla Pace e all’amore per il Prossimo, tanto che la Chiesa ha avviato la causa per la sua Beatificazione. E’ ciò che sono riusciti a fare gli ospiti del primo incontro del percorso “Mirano , Città di Dialogo”, organizzato dalla Parrocchia di S. Leopoldo Mandic assieme al Circolo ACLI di Mirano, in collaborazione con la Collaborazione Pastorale, il Centro Pace, l’Associazione ParDEs, e con il patrocinio della Pro Loco e del Comune di Mirano.

Sabato 7 ottobre  presso la Sala Polivalente della Parrocchia di San Leopoldo Mandic, guidata da Don Mario Da Ros, il professor Pietro Domenico Giovannoni, studioso della Fondazione  La Pira di Firenze e Augusto D’Angelo, docente di Storia Contemporanea dell’Università La Sapienza di Roma, per primi hanno delineato la figura del politico fiorentino ad una platea composta, tra gli altri, dalle Classi Quinte della Sezione LC e LD del Liceo Linguistico “Majorana-Corner” di Mirano. Dopo averne tratteggiato la figura e l’azione ispirata ai valori della Solidarietà e della Pace, si sono alternati sul palco degli ospiti testimoni contemporanei dell’amore per il Prossimo, laico e cristiano. Come Paola Carmignola, di Emergency, infermiera professionale all’Ospedale di Treviso, che ha deciso di impegnarsi, sull’esempio di Gino Strada, nei teatri di guerra dell’Afghanistan e della Sierra Leone, con la speranza di “diventare inutile”. Perché capace di formare colleghi locali in grado di portare assistenza autonomamente, e con l’augurio che la guerra e la violenza finiscano.

Assieme a lei ha portato la sua testimonianza Stefan Eckl, che si impegna con la “Fondazione Buon Pastore”, guidata da Padre Joubail D’Epiro, a portare concretamente aiuti solidali: medicine, viveri, strumenti medicali ai profughi siriani in Libano. Poi Alessandro Meggiato, già coordinatore di Amnesty International per il Miranese e la Riviera del Brenta, ha stigmatizzato la grave mancanza del rispetto dei più elementari diritti umani in molte aree del Mediterraneo, travolte dalla guerra. Infine Simone Naletto, del Cesvitem di Mirano, oltre a descrivere il lavoro svolto dalla sua Onlus per la promozione dello sviluppo nel Terzo Mondo, ha voluto leggere una toccante lettera di un alunno delle Classi Quarte dell’Istituto “Primo Levi”, dedicata alla sua esperienza di solidarietà vissuta a scuola con un profugo africano, proprio grazie al Cesvitem.

Mirano, grazie a questi ospiti, ha iniziato con questi ospiti ad interrogarsi se e come può diventare “Città di dialogo”. Perché è stata per molto tempo il punto di riferimento del Comprensorio. E’ la città dell’Oca, la Piazza della Movida. Ma potrebbe darsi un obiettivo ancora più ambizioso, una “Vision” più alta: quello di diventare Città del Dialogo tra Fedi e Culture del Mediterraneo, partendo dai suoi simboli, la Piazza e l’Oca.

La sua piazza ovale, qui, come in molte città d’Italia, è simbolo dell’incontro, del dialogo, dello scambio e dell’attività commerciale, della sua storia. A questo simbolo, grazie all’impegno della Pro Loco, negli ultimi anni, si è aggiunta l’Oca, che ha contribuito a portare Mirano a farsi conoscere in Europa, e che è segno dell’incontro gastronomico – culturale tra Ebrei e Cristiani, e lo può diventare con i Musulmani.Per questo si propone alla Comunità di riflettere su come può essere Mirano: chiedendolo ad intellettuali, artisti, operatori del volontariato locale e internazionale, scrittori e giornalisti, laici e religiosi.

La Pira è un modello perché , da Sindaco , fece della città di Firenze un luogo di incontro internazionale e diplomazia di Pace, a partire dal dialogo tra le tre Religioni del Mediterraneo: Cristiana, Ebraica, Musulmana.  Ed è per questo che nel secondo incontro previsto per il 26 ottobre alla ore 21.00, sempre a S. Leopoldo, testimonieranno che il dialogo è possibile, fino a lavorare insieme in un obiettivo comune, due artisti di fama internazionale, uno ebreo e l’altro musulmano: Tobia Ravà e Abdallah Khaled.

Insieme hanno dipinto opere ispirate alla Pace che sono state donate dai loro committenti al Segretario Generale delle Nazioni Unite e dell’UNESCO a New York. A condurre il loro incontro sarà Maria Luisa Trevisan, curatrice di mostre d’arte e insegnante, fondatrice con Ravà a Mirano di ParDEs, Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea aperto alla città.

Il percorso si concluderà infine il 16 novembre alle ore 19.00 nella Sala Polivalente della Parrocchia di S.Leopoldo, con la Terza edizione della Cena Interreligiosa dell’Oca, dove quest’anno il dibattito si ispirerà alla figura di Abramo, comune alle Tre Religioni Mediterranee. Che è insieme viaggiatore, e guida di un popolo, poi ospite di pellegrini alle Querce di Mamre. Proprio a partire da volume “L’Ospitalità di Abramo”, edito dalle Edizioni “Il Messaggero di Sant’Antonio di Padova”, si confronteranno Laura Mulayka Enriello, una dei co-autori del libro, musulmana, fondatrice dell’Accademia di Studi Interreligiosi di Milano e coordinatrice della Commissione Educazione della Comunità Religiosa Islamica Italiana (Coreis).  Masal Pas Bagdadi, scrittrice e psicoterapeuta infantile di origine ebraica, autrice di numerosi volumi tra cui “A piedi nudi nel Kibbutz”, già conduttrice televisiva di un programma dedicato all’infanzia su SKY. Dialogheranno assieme a Padre Fabio Scarsato, direttore del periodico “ Il Messaggero di San’Antonio di Padova”, distribuito in diverse lingue in tutto il mondo. E infine con Paolo Tonello, presidente del Circolo ACLi di Mirano, curatore del progetto “Di dove sei?”, una lettura sociale sulla Città, locale e globale, che cambia.

A condurre il dibattito sarà il direttore di TeleChiara, Angelo Squizzato, già inviato di Rai 3.

Sarà possibile partecipare alla Cena prenotandosi presso il negozio “Bandera Florida” – Commercio Equo e Solidale di Mirano, in Piazzetta Aldo Moro, tel.041432452. L’Oca, da simbolo di Mirano,si fa ,ancora una volta, in occasione della festa di San Martino, opportunità di dialogo, oltre a segno di abbondanza e buon augurio (chi no magna Oca a San Martin, no fa el beco de un quatrin). Per la tradizione ebraica, in particolare, poi, l’oca é quello che per i cristiani rappresentava il maiale: un animale di cui non si sprecava niente. Infatti, come sottolineava alla prima edizione della Cena, nel 2015, Rav Scialom Bahbout, Rabbino Capo di Venezia, l’oca ha donato per secoli all’uomo, oltre alla carne per nutrirsi, la piuma per scaldarsi, la Penna, per fermare il Pensiero. Per questo saranno i libri, cibo della mente, a indicarci la Strada nel nostro viaggio. Perché il viaggio, come sottolineava il Cardinal Ravasi al “Cortile di Francesco 2017” ad Assisi: “È una delle grandi e costanti esperienze dell’umanità. Non per nulla la storia della nostra civiltà inizia con un duplice cammino, quello di Abramo, il padre della fede ebraica e cristiana, dalla mesopotamica Ur fino alla terra promessa, e quello «nostalgico» di Ulisse alla ricerca della patria perduta”. I libri dei protagonisti del percorso saranno disponibili per tutta la durata della rassegna  presso la Libreria Mondadori di Mirano.

Gian Nicola Pittalis

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