Cultura e spettacolo

50 anni…e continuano a chiamarlo Trinità

Usciva mezzo secolo fa nei cinema il film seminale della western comedy. “Lo chiamavano Trinità”. Cinquant’anni e non sentirli, è il caso di dirlo quando si parla di un cult come quello diretto nel ’70 da E.B. Clucher e che vede protagonisti Bambino e Trinità, al secolo Bud Spencer e Terence Hill. Un duo artistico tra i più celebri nella cinematografia mondiale.

La coppia artistica di Trinità

Di origine napoletana, classe ’29, Carlo Pedersoli, al grande pubblico noto come Bud, è stato, prima di divenire un celebre attore, nuotatore e pallanuotista. Nel nuoto, è stato il primo italiano a scendere sotto il minuto nei 100 mt a stile libero. Di origine veneziana l’altro, classe ’39, Mario Girotti, con particolari doti atletiche che non hanno mai richiesto una controfigura, sin da giovanissimo prende confidenza con il set, venendo notato da Dino Risi.

Trinità. Un western all’italiana

Certamente, gli echi di Sergio Leone si avvertono, come in ogni sottogenere del western, anche in questa parodia western, che vanta anche un sequel diretto sempre da Clucher l’anno successivo.

Il cast di Trinità

Al fianco di Spencer e Hill, in questo classico che recupera gli stilemi del filone spaghetti-western, tipico sottogenere tricolore che ha visto il suo apice tra i ’60 e i ’70, anche Farley Granger, Remo Capitani, Steffen Zacharias, Dan Sturkie, Gisela Hahn, Elena Pedemonte, Luciano Rossi, Ugo Sasso e Michele Cimarosa.

Far West e cazzotti

E se ormai la sequenza che vede Trinità, un veloce pistolero al contempo pigro, trascinato dal suo cavallo mentre mentre dorme sdraiato su un tavois, è quella rappresentativa di questo piccolo gioiello del nostro cinema, come di consueto nelle pellicole che vedono protagonista il duo non mancano i simpatici sketch e le scazzottate che rendono questo film una parodia del fortunatissimo genere di cui portabandiera nel mondo è Sergio Leone e i simboli, tra gli altri, Clint Eastwood, Lee Van Cleef e Gian Maria Volonté.

Un cult immortale

E se i primi 50 de Lo chiamavano Trinità ne fanno ancora un film mai passato e sempre godibile, speriamo che le nuove generazioni continuino a tenere in vita una pellicola che dietro la vena comica cela una grande regia e interpretazione nonché un’innovazione per l’epoca e (perché no?!?) per oggi.

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