Cultura e spettacolo

Peplum o (B)eplum

Quando il peplum incontra il cinema Bis. Già il Peplum (dal latino “peplo”, ossia una tunica femminile) di suo è un sottogenere, derivato dallo storico in costume che riunisce al suo interno mitologia, immaginario fantastico, azione e antichità. Figuriamoci cosa può essere il sottogenere del Peplum! Eppur esso esiste… e nel tempo (incredibile,ma vero) resiste, eleggendo molti dei titoli prodotti nei Sessanta a cult collection.

La Hollywood sul Tevere sforna i peplum “de casa nostra”

A sfornare molti titoli peplum, facendo del genere un vero e proprio must ci pensa soprattutto l’Italia! D’altronde, con il Colosseo a portata di inquadratura, Cinecittà non poteva resistere alla tentazione, prima di dedicarsi ad altri generi insensatamente dalla critica ben pensante considerati di serie B (western, thriller e horror), di sfruttare il fenomeno del machismo su celluloide sino all’inverosimile! Ed ecco allora calcare il suolo capitolino tantissimi volti statunitensi: Steve Reeves, Mark Forest, Gordon Scott, Dan Vadis e i nostri palestrati Sergio Ciani e Adriano Bellini (ex bagnino del Lido di Venezia, al secolo Kirk Morris). Piccola curiosità. Il nome nasce dall’unione del suo attore preferito Kirk Douglas e le sue sigarette preferite le Philip Morris. E non fu nemmeno tra i peggiori.

I personaggi del peplum

Sulla scia del successo lanciato dalla figura muscolosa e ultraforzuta di Ercole, vengono riproposti a seguire Maciste, Ursus, Sansone, Golia in un tripudio di muscoli e fantastico.

Qualche titolo (?)

Esauriti gli scontri goliardici e le pionieristiche prove di crossover, i cineasti di casa nostra richiamano nelle arene i loro culturisti per dar sfogo a scontri “fantastici” (in tutti i sensi). Potremmo citarne decine, ma ci limitiamo a riportare giusto qualche titolo esemplificativo: Maciste all’inferno (1962) di Riccardo Freda, apripista dell’horror italiano; Maciste contro il vampiro (1961) di Corbucci e Gentilomo in cui il forzuto Gordon Scott si scontrerà con una creatura sovrannaturale e terribile; Zorro contro Maciste (1963) di Umberto Lenzi, regista di Orgasmo, Spasmo, Sette orchidee macchiate di rosso e dei poliziotteschi Roma a mano armata, Napoli Violenta e Milano odia: la polizia non può sparare.

Guido Malatesta ci presenta sempre Maciste contro i mostri, film nel quale il goliardico eroe combatte contro lucertoloni a tre teste, e non mancano neppure le parodie del sottogenere, come la commedia fantascientifica Maciste contro Ercole nella valle dei guai di Mario Mattoli con Franco, Ciccio e … Raimondo Vianello!

Il successo e il declino del peplum

Solitamente, l’avvio delle parodie di un determinato filone implica che ormai il genere non abbia più nulla da offrire. E in effetti, nella seconda metà dei Sessanta, il genere peplum (e Beplum, come lo abbiamo ribattezzato) non sembra più attirare il pubblico in sala. Ecco quindi, dopo una gloriosa decade, giungere il tramonto anche per il sottogenere. I raggi di una nuova era illuminano infatti le aride terre del West… lo spaghetti western si affaccia all’orizzonte!

Tag
Mostra altro

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Close