Cultura e spettacolo

Bibbiano e i suoi misteri

Maurizio Tortorella è un giornalista professionista dal gennaio 1984.Inviato speciale e vicedirettore del settimanale Panorama. Ora è un freelance e collabora con «La Verità» e «Panorama». Nel febbraio 2009 ha pubblicato il libro «Rapita dalla giustizia» (Rizzoli), che racconta la storia, vera, di Angela Lucanto, una bambina sottratta per 11 anni alla sua famiglia a causa di un incredibile errore giudiziario. Il libro, ormai alla settima edizione, ha venduto oltre 50 mila copie. Nel marzo 2019 Canale 5 ha mandato in onda la miniserie «L’amore strappato»: una fiction in sei puntate, liberamente ispirata al libro, diretta da Ricky Tognazzi e interpretata da Sabrina Ferilli ed Enzo Decaro. Nel settembre 2019 ha pubblicato «Bibbiano e dintorni» (Paesi edizioni): un libro-inchiesta che parte dall’indagine «Angeli e demoni» della Procura di Reggio Emilia sui presunti allontanamenti illeciti di Bibbiano, ma soprattutto analizza patologie e storture della giustizia minorile.

Quali sono a suo avviso i lati oscuri di questa vicenda non ancora sufficientemente venuti alla luce?

“Perché il Comune di Bibbiano ha scelto proprio la scuola di Claudio Foti, che con il Centro Hansel e Gretel ha una storia controversa, crede fermamente nel fatto che abusi e maltrattamenti familiari siano infinitamente più diffusi di quanto si crede, e punta proprio all’allontanamento dei minori per fare emergere in loro il ricordo di quei maltrattamenti e di quegli abusi? Perché non prevedere protocolli più severi per l’ascolto dei bambini presunti abusati? Ricordo che in un’intercettazione uno degli indagati di Bibbiano definisce «una roba scritta da quattro pedofili» la “Carta di Noto”, cioè il protocollo con le linee guida deontologiche per lo psicologo forense, quando si trova di fronte ad abusi su minori”.

Perché oggi dopo la breve ondata mediatica che ha posto i riflettori sul caso non  si parla quasi più del caso Bibbiano?

“Temo sia colpa della strumentalizzazione politica dei mesi immediatamente successivi all’esplosione del caso, alla fine del giugno 2019: non credo che l’opinione pubblica abbia apprezzato lo scontro tra destra e sinistra, sulla pelle dei bambini, né tantomeno il salto della quaglia del Movimento 5 stelle, che prima aveva inveito contro il Pd, accusandolo di essere favorevole all’allontanamento forzato dei bambini (ricordiamo tutti Luigi Di Maio, che giurava: “Io non farò mai accordi con il Pd, il partito di Bibbiano”, vero?) e poi ci ha fatto addirittura un governo insieme. Certo, nel 2020 la pandemia ha preso il sopravvento su tutto e ha anche rallentato il procedimento penale. L’udienza preliminare che deve decidere sul rinvio a giudizio dei 24 indagati è stata spostata, rallentata. È prevista per il 30 ottobre: speriamo possa tenersi…” 

Cosa l’ha colpita di più di questa inchiesta? si tratta di business di sottrazione di minori o anche altro?

“Mi pare che a Bibbiano abbiano giocato più fattori, non solo il “fattore business” che certamente governa gran parte del settore. A Bibbiano la magistratura fin qui ha individuato anche un movente economico per i presunti reati: i circa 200mila euro versati al Centro Hansel e Gretel dall’Unione dei Comuni della Val d’Enza senza gara d’appalto, il che ha giustificato l’accusa di abuso d’ufficio contro il sindaco Andrea Carletti; e poi anche la tariffa di 135 euro all’ora per le sedute di terapia pagate a Foti e ai suoi psicologi, contro un prezzo di mercato che è meno della metà. Però s’intravvede anche una componente ideologica nel tipo di famiglie scelte per l’affido dei bambini. L’ex responsabile dei servizi sociali Nadia Anghinolfi, attivista del movimento Lgbt, ha scelto anche coppie lesbiche. E la stessa decisione di affidare il sistema a una scuola psicologica di Foti, che propende per gli allontanamenti fa pensare a un retroterra culturale e ideologico”.

I distretti di assistenza sociale, il sistema giudiziario quanto effettivamente aiutano le famiglie e i minori bisognosi, o i numerosi errori giudiziari fatti in questi anni mettono in luce forse un sistema non adeguatamente preparato?

“Nei servizi sociali c’è sicuramente una maggioranza di soggetti che opera in nome di una missione e con onestà intellettuale e professionale. Il sistema della giustizia minorile, però, mostra patologie gravi. A partire dallo scarso ascolto delle istanze delle famiglie: molti avvocati segnalano che le udienze si svolgono spesso senza contraddittorio, e a volte addirittura in assenza dei legali delle famiglie stesse. In molti casi, poi, i magistrati minorili sembrano accettare senza controlli le prescrizioni degli assistenti sociali. Gli errori e gli orrori sono tanti, troppi. C’è sicuramente un grave problema di procedura, ma le negatività del sistema sono tantissime. Per esempio, perché i bambini vengono ancora ascoltati senza una videoregistrazione? Dal caso Bibbiano la politica avrebbe dovuto trarre l’occasione per porre rimedio a tutto quel che non va. Invece non ha fatto nulla”.

Nel marzo 2019 Canale 5 ha mandato in onda la serie «L’amore strappato»: una fiction in sei puntate, liberamente ispirata sui libro «Rapita dalla giustizia» (Rizzoli), pubblicato nel febbraio 2009 , che racconta la storia, vera, di Angela Lucanto, una bambina sottratta per 11 anni alla sua famiglia a causa di un incredibile errore da parte delle istituzioni.

“La interrompo, mi scusi: vorrei dire che con Caterina Guarneri, che insieme a me ha scritto Rapita dalla giustizia, siamo molto grati a chi ha voluto, e prodotto, e mandato in onda L’amore strappato. Senza la forza narrativa di quella fiction, che ha ottenuto grandissimi ascolti e ha commosso l’opinione pubblica, Bibbiano non avrebbe mai avuto il clamore mediatico che ha meritato. Grazie anche agli attori, da Sabrina Ferilli a Enzo De caro, che sono stati bravissimi a fare capire il dramma di quella famiglia. Sono stati molto coinvolti, sentimentalmente. Anche dopo la fiction, il loro impegno perché il sistema degli affidi cambi fa loro onore”.

Per fortuna Angela è tornata dalla sua famiglia ma c’è qualcuno che sta realmente pagando per tutto il tempo sottratto ad Angela?

“No. Per l’errore giudiziario e per tutte le gravi anomalie di quella vicenda non ha pagato mai nessuno, né in campo penale, né in campo minorile. Anzi, in molti hanno fatto carriera. Aggiungo che nessuno ha mai chiesto scusa. E voglio ricordare che a stabilire che la madre di Angela non fosse “capace genitorialmente” è stato il Tribunale dei minori di Milano grazie a una perizia stilata da Foti”.

Vuole raccontare questa storia?

“Nel libro Bibbiano e dintorni riporto un dialogo, verbalizzato, che a mio modo di vedere è sconvolgente. Siamo nel luglio 1997, il padre di Angela è in prigione da un anno e mezzo per la falsa accusa di pedofilia, la bambina è scomparsa nei centro d’affido, e sua madre Raffaella è disperata. Foti la incontra e le dice che se si dissocerà dal marito, le “istituzioni” sapranno premiarla. Le fa capire, insomma, che se accusa il coniuge la bimba potrà tornare a casa. Ma Raffaella sa che il marito è innocente e rifiuta quello che definisce esplicitamente “un ricatto”. Risultato: per altri nove-dieci anni sarà condannata a non vedere sua figlia”.

Questi bambini abusati in modo illecito da un potere giudiziario che ha sbagliato a suo avviso che adulti diventeranno?

“Angela Lucanto è una splendida donna. Lavora, ha una famiglia. Spero tanto sia felice. È divenuta madre proprio mentre la fiction stava per andare in onda. Credo però che porti nel cuore un dolore lungo 11 anni, gli anni dell’ingiusta separazione dai suoi affetti”.

Quale sensazione rimane al lettore dopo aver letto il suo libro?

“Spero che entrambi i libri provochino indignazione. Partecipazione. Consapevolezza. Voglia di cambiare un sistema che non funziona”.

Vorrebbe proporre delle soluzioni sulla adeguata gestione dei minori oggi nel nostro paese?

 “Buone soluzioni sono state proposte nel gennaio 2018 dalla Commissione per l’infanzia e l’adolescenza. In Parlamento ci sono anche proposte di legge per la riforma del Codice civile che nessuno prende in considerazione: sono un inizio”.

Questa società a suo avviso si mette davvero in relazione con l’altro o viviamo ancora molto nel pregiudizio?

 “Come dice Corrado Guzzanti: la seconda che ha detto…”

Come possiamo noi cittadini, noi famiglie difenderci da eventuali abusi di potere illeciti?

 “Continuo a pensare che quel che è accaduto ai Lucanto e alle famiglie di Bibbiano, così come a tante altre famiglie italiane, possa accadere a chiunque abbia un figlio piccolo. Le più esposte sono le famiglie deboli, meno abbienti, quelle fatte di immigrati che magari non capiscono la lingua o non sono capaci di reagire legalmente a un provvedimento di allontanamento. Difendersi è comunque difficile per tutti, proprio per le storture procedurali di cui parlavo”.

A chi dobbiamo rivolgerci? 

 “Servono ottimi avvocati, agguerriti e capaci. Ce ne sono. Poi ci sono anche i giornalisti, per carità, ma vanno considerati soltanto come ultima istanza, e solo se gli avvocati non riescono a rimediare a un’ingiustizia”.

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