Cultura e spettacolo

Brancaleone. 50 anni e non sentirli

50 fa usciva Brancaleone alle crociate seguito del fortunato e riuscitissimo l’Armata Brancaleone. Se quest’ultimo è considerato dalla critica  un capolavoro della commedia all’italiana, Brancaleone alle crociate non arriva a tanto. Anche se, ad essere sinceri, il seguito è ancora più divertente del primogenito.

Il sequel perfetto

Brancaleone alle crociate è farcito di momenti di altissima comicità. Dovuti al cast sapientemente rinnovato con cavalli di razza del cinema italiano e con giovani promesse che faranno molta strada. A Vittorio Gassman vengono affiancati attori in rampa di lancio. Gigi Proietti, da molti considerato, a ragion veduta, il suo erede naturale. Paolo Villaggio, ancora lontano dai successi fantozziani. E il poliedrico e geniale Lino Toffolo, cantante, attore teatrale e mille altre cose.

Brancaleone e il suo magnifico cast

Del cast fanno però parte anche star del firmamento cinematografico come Adolfo Celi, che dopo l’interpretazione del cattivissimo Emilio Lago nello 007 Thunderball, operazione tuono è uno degli attori più richiesti sulla piazza. E la giovanissima e bellissima Stefania Sandrelli, che è già una delle regina del cinema italiano, avendo già alle spalle pellicole importanti come Divorzio all’italiana, Sedotta e abbandonata e Il conformista.

La regia è sempre di Mario Monicelli e la sceneggiatura dello stesso Monicelli con Age e Scarpelli. Con nomi del genere il risultato è garantito. Anche perché oltre alla scrittura solida ma fantasiosa al tempo stesso, Monicelli è uno di quei registi simili agli allenatori di calcio che danno libero sfogo al talento dei loro campioni. Il film è infatti pieno di libertà interpretative che verranno poi fuori nel corso degli anni. Da confidenze degli stessi protagonisti e nello studio dell’opera cinematografica di Monicelli.

Un grande Adolfo Celi

Emergerà, soprattutto, che  Adolfo Celi nella sua interpretazione di Re Boemondo andò ben oltre la sceneggiatura. E improvvisò un dialogo in rima baciata con Brancaleone (Gassman) che rimarrà nella storia del nostro cinema. Consigliamo vivamente di rigustarselo su youtube, sono minuti di altissima comicità dove Celi e Gassman duettano da par loro.

Le curiosità di Brancaleone alle crociate

Ma uno dei retroscena più drammatici e divertenti al tempo stesso non è mai entrato nelle cronache del film. La pellicola fu girata per buona parte in Libia. E un giorno alcuni dei protagonisti decisero di concedersi qualche ora di libertà prendendo a noleggio una jeep. Celi, Gassman, Proietti, Villaggio e Toffolo provarono a fare i turisti. Ma finirono in una zona presidiata dai miliziani di Gheddafi, salito da poco meno di un anno al potere con una sanguinosa rivoluzione. I militari presero i cinque amici, gli ammanettarono e, scambiandoli per delle spie, allestirono velocemente un plotone d’esecuzione per giustiziarli. Fu la notorietà di Adolfo Celi a salvarli perché il capo dei militari, avendo visto 007 Thunderball, operazione tuono, riconobbe il volto di Emilio Lago. Chiarito l’equivoco, i cinque furono liberati e poterono tornare nei pressi dal set, dal quale, per ovvie ragioni, non si allontanarono più.

Perchè rivedere Brancaleone alle crociate

Al di là di questo gustoso episodio, Brancaleone alle crociate è un film da rivedere, per passare dei momenti piacevoli. Ma anche da rianalizzare per capire quale laboratorio potesse essere il nostro cinema in quel periodo. Proietti che molti ora identificano in modo sbrigativo nel popolare Maresciallo Rocca, era e poteva diventare, con tutto il rispetto per il maresciallo Rocca, ben altro. Veniva da un film con Sidney Lumet, La virtù sdraiata, e per lui dovevano aprirsi le strade del grande cinema.

Paolo Villaggio da lì a poco sarebbe diventato uno dei più grandi comici italiani. Lino Toffolo, cresciuto nel Derby, il più grande laboratorio cabarettistico nazionale, avrebbe declinato la sua arte in molti campi: teatro, musica, cinema e televisione.

Adolfo Celi, che era già un gigante, avrebbe regalato altro perle. Spaziando da alta cinematografia con Bunuel (Il fascino discreto della borghesia) a commedie volgari con Mariano Laurenti (L’affittacamere). A poliziotteschi.

Domenico Ciotti

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