Cultura e spettacolo

Da Mirano alla Cina: L’eredità dell’Arhat

«Chi accumula libri accumula desideri; e chi ha molti desideri è molto giovane, anche a ottant’anni» Ugo Ojetti.

Quanti sono i benefici di una buona lettura? Difficile elencarli. In primis il piacere sensoriale, tenere un testo tra le mani, sentire l’odore inconfondibile della carta stampata. Poi c’è la lettura in sé, lo scorrere degli occhi sul racconto, il farsi trasportare dall’autore nel mondo che ha dipinto attraverso le parole.

Si vive solo una volta, purtroppo. Ma i libri permettono in qualche modo di trascendere il limite di questa condizione umana. Si possono vivere tante vite ed essere di volta in volta un personaggio diverso. Ci si può ritrovare in un deserto, nel bel mezzo di una tempesta o trasportati in un’epoca lontana cancellata dalla storia.

Se si ha la possibilità, conversare con l’autore prima di iniziare la lettura è un ulteriore arricchimento che ti permette di cogliere sfumature, intenzioni, colori nascosti.

Venerdì 26, alle 17.30, all’auditorium “Madrea Teresa di Calcutta” in corte Errera a Mirano, Pietro Biasucci presenterà il suo libro “L’eredità dell’Arhat. Alla fonte del Kung Fu Shaolin”.

Il testo – supportato da un vasto materiale fotografico accumulato in più di un decennio di allenamenti e permanenze in Cina a Dengfeng e nel noto monastero Shaolin – descrive come gli insegnamenti diretti di alcuni tra i maggiori esperti viventi di Kung Fu Shaolin e Tai Ji Quan abbiano profondamente segnato l’esistenza dell’autore. Un’esperienza di vita fatta di accoglienza, trasmissione e restituzione.

L’appuntamento è promosso dalla Biblioteca comunale nell’ambito della rassegna Autori in corte.

M.B

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