Cultura e spettacolo

Dan Aykroyd: «Cocaina come caffè»

«All’epoca la cocaina era la norma. Per chi lavorava di notte alle riprese era come il caffè. A me non è mai piaciuta, ma non stavo a sindacare i comportamenti degli altri. Abbiamo fatto impazzire John Landis». Non è un mistero, i Blues Brothers sono un geniale film di culto in cui la musica era asse portante, ma anche la cocaina non ha scherzato come asse di supporto. Lo ha confermato Dan Aykroyd che al Guardian ha raccontato molti retroscena del film uscito 40 anni fa: «A volte Landis non sapeva se ci saremmo presentati sul set dopo le feste — ha rivelato l’attore, oggi 68enne —, ma Belushi era un professionista e non c’era modo che non sarebbe arrivato sul set».

Dan dirà il vero?

Qui forse Aykroyd edulcora la verità perché è noto che il film rischiò di saltare a causa dei problemi di Belushi con la cocaina che provocarono numerosi ritardi alla produzione. Tempo fa lo stesso Aykroyd aveva confermato che una delle voci di spesa del budget del film era proprio per la cocaina di cui facevano uso cast e staff per restare «svegli» durante le riprese notturne.

L’incontro da gelatina con Aretha Franklin

Dan Aykroyd dei Blues Brothers non era solo protagonista in coppia con John Belushi, ma anche autore. «La mia sceneggiatura originale si chiamava The Return of the Blues Brothers e conteneva in pratica due film. John Landis la trasformò in 150 pagine molto più gestibili. Era la chiave del progetto, lui ha messo tutto insieme».

Dan e il look

L’attore ha raccontato anche come nacque il loro look così iconico, tanto da diventare un modello prima per Le Iene di Tarantino e poi per Le Iene di Parenti (inteso come autore del programma di Italia 1): «Siamo stati ispirati dal disco House of the Blues di John Lee Hooker. Chi non vorrebbe apparire così figo? Indossammo giacca e cravatta e finimmo per sembrare agenti dell’Fbi. Era un look universale che ha funzionato molto bene».

Aretha Franklin

Non male anche l’incontro con Aretha Franklin: «Ricordo di essere entrato nella tavola calda con i ballerini di Aretha Franklin per girare il suo numero, Think. Le mie gambe, lo stomaco e il plesso solare si sono trasformati in gelatina quando ha iniziato a cantare. Onestamente non sapevo come mi sarei alzato dallo sgabello per fare la mia parte».

La morte del genio

Tanto genio, altrettanta sregolatezza. John Belushi sarebbe morto a soli 33 anni per un’overdose di eroina. I set con lui erano sempre psichedelici: «Abbiamo perso John una notte. Ma non era perché era fuori, era perché aveva fame e non gli piaceva quello che c’era da mangiare sul set. Non sono riuscito a trovarlo da nessuna parte. Alla fine ho visto una stradina attraversare un parcheggio e raggiungere un quartiere vicino. Il quartiere era buio, tranne per una casa. Busso alla porta e dico: “Mi scusi, stiamo girando un film e manca uno dei nostri attori”. Il ragazzo mi risponde: “Oh, Belushi? È arrivato circa un’ora fa, ha fatto irruzione nel mio frigo e si è schiantato sul divano».

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