Cultura e spettacolo

Intramontabili eleganze: Dior a Venezia

STRA. Verrà inaugurata oggi, venerdì 12 aprile, alle 17 in villa Pisani la mostra fotografica “Intramontabili eleganze. Dior a Venezia nell’Archivio Cameraphoto”. La mostra, curata da Vittorio Pavan e Luca Del Prete, e organizzata dal Polo Museale del Veneto e Munus – Arts & Culture, resterà aperta al pubblico fino al 3 novembre. Protagonisti delle stupende fotografie scattate nel lontano 1951 dalla rinomata agenzia fotografica veneziana Cameraphoto i vestiti del sarto allora più popolare, Christian Dior, gli scorci più intriganti della bella Venezia, e l’evento dell’anno, il “Ballo del secolo”, che richiamò dai 5 continenti un migliaio circa di protagonisti del jet set, per quello che fu considerato l’evento mondano del secolo.

Il 1951 è un anno magico per Venezia: gli scorci più intriganti della città sono coprotagonisti dalla campagna che in tutto il mondo diffondeva le proposte di quello che è il sarto più popolare del momento, Christian Dior. Nelle immagini di Cameraphoto le bellissime modelle vestite da Dior duettano con Venezia. Canali, chiese, palazzi non sono mai un puro sfondo ma protagonisti alla pari delle creazioni del grande sarto.

Models wearing Christian Dior fashions near the Piazza San Marco in Venice, 3rd June 1951. The island of San Giorgio Maggiore is visible in the background. (Photo by Archivio Cameraphoto Epoche/Getty Images)

1951, il ballo del secolo a Palazzo Labia

E, nello stesso anno, il 3 settembre si celebra a Palazzo Labia il “Ballo del Secolo”, quel Bal Oriental voluto da Don Carlos de Beistegui y de Yturbe, un ballo in maschera che impegnò Dior, con Dalì, il giovanissimo Cardin, Nina Ricci e altri, in veste di creatore dei costumi per gli illustrissimi ospiti. Un evento che riverberò nel mondo i fasti del Settecento Veneziano.

Per quel mitico 3 settembre a Venezia giunse tutto il bel mondo. L’invito di don Carlos, popolarmente indicato come Il Conte di Montecristo, raggiunse mille persone. Dior, con una schiera di giovani sarti e con Dalì, venne impegnato a creare i più affascinanti abiti, tutti a richiamare il Settecento di Goldoni e Casanova. Costumi per persone ma anche per i levrieri e altri cani che spesso accompagnavano i loro padroni.

Le torce quella mitica notte illuminarono  i Duchi di Windsor, i Grandi di Spagna, l’Aga Khan III, il Re Faruq d’Egitto, Winston Churchill, molte teste coronate, principi e principesse, schiere di milionari, artisti come Fabrizio Clerici e Leonor Fini, stilisti come Balenciaga e Elsa Schiapparelli, protagonisti del jet set come Barbara Hutton, Diana Cooper, Orson Welles, Daisy Fellowes, Cecil Beaton (le cui immagini, pubblicate da Life, fecero sognare il mondo), i Polignac, e Rothschild.

Ad accoglierli, in mezzo  a nuvole di ballerine e Arlecchini, il padrone di casa che, camminando su piattaforme alte 40 centimetri, dominava abbigliato da Re Sole. Lui era l’erede di una immensa fortuna creata in Messico. Viveva tra Parigi, dove possedeva una casa disegnata da Le Courbusier e decorata da Salvador Dalì, e un castello di campagna. Aveva acquistato e restaurato Palazzo Labia ed ora lo offriva ai suoi amici.

Il prezioso archivio di Cameraphoto

Silenziosi testimoni di entrambi gli eventi furono i fotografi di Cameraphoto, l’agenzia fotografica veneziana fondata nel ’46 da Dino Jarach, che in quegli anni “copriva” e documentava tutto ciò che di speciale accadeva a Venezia e non solo.

Per volontà di Vittorio Pavan, attuale conservatore dell’imponente archivio di Cameraphoto e di Daniele Ferrara, direttore del Polo Museale Veneto, le immagini di quei due storici avvenimenti vengono esposte al pubblico nella location straordinaria di villa Nazionale Pisani a Stra, regina delle ville venete. L’esposizione si prefigge l’obiettivo di contribuire alla valorizzazione dell’archivio fotografico Cameraphoto, dichiarato di eccezionale interesse culturale dal Ministero per i beni e le attività culturali, che costituisce un inestimabile patrimonio di bellezza e memoria collettiva della millenaria storia di Venezia. “Un patrimonio che non deve assolutamente perdersi – commenta Pavan.

Sara Zanferrari

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