Cultura e spettacolo

FAV 13 – Sergio Martino si racconta

In occasione della 13 edizione del FAV (Festival Alto Vicentino) Festival interazionale del cinema corto, inaugurata ieri, 19 giugno, e in programma sino a domenica 23, un ospite d’eccezione, il regista Sergio Martino, ha calcato il palco di Villa Rossi, a Santorso (VI).

L’ospite

Ospite della serata d’apertura, il “regista trash emerito” come, con gran senso dell’ironia, si è autodefinito nella prefazione dell’autobiografia Sergio Martino – mille peccati…nessuna virtù? (2017), edita da Bloodbuster, e presentata nel corso della serata.

Tra Santorso e New York

Il pubblico ha potuto visitare l’esclusiva mostra fotografica 2019, allestita all’interno della suggestiva location dell’alto vicentino. Il rimando è chiaramente al fantascientifico diretto da Martino 2019 – Dopo la caduta di New York (1983), proiettato in presenza del regista.

Il 2019 secondo Sergio Martino

Il film, scritto e diretto da Sergio Martino sotto l’anglofono (come di moda a quei tempi) pseudonimo Martin Dolman e prodotto dal fratello Luciano, storico compagno della sensuale Edwige Fenech, protagonista di tante sexy commedie e gialli sempre diretti da Sergio, presenta un 2019 post-atomico in cui la razza umana, ormai troppo contaminata, non riesce più a riprodursi. La sola speranza per la specie risiede in una donna che si trova a New York…

Altri ospiti della serata

Con il regista anche i critici cinematografici Claudio Bartolini e Manuel Cavenaghi, quest’ultimo anche editore dell’autobiografia di Martino e che per la collana “I cult del grande cinema popolare” (Gremese), diretta dall’amico e collega Bartolini, sta dedicando una monografia proprio a 2019 – Dopo la caduta di New York.

Il regista cult Sergio Martino con i critici Claudio Bartolini e Manuel Cavenaghi

Sergio Martino si racconta

Il regista romano, ripercorrendo la sua lunga carriera cinematografica caratterizzata da horror, thriller, commedie sexy e fantascientifici, ha fatto anche riferimento alla sua incursione nel cinema americano, al quale si deve gran parte della rivalutazione della sua filmografia, senza eludere gli attacchi ricevuti dalla critica dell’epoca.

Un italiano a stelle e strisce

Il riferimento al cinema statunitense non è un caso. Il regista infatti deve gran parte della rivalutazione dei suoi lavori da parte della critica mondiale proprio ai protagonisti del cinema di genere U.S.A. Da Quentin Tarantino a Eli Roth, infatti, il cinema di Sergio Martino è stato elogiato e stimato, restituendo a pellicole ormai stracult il giusto valore.

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