Cultura e spettacolo

Fiera di San Matteo: saltata

Dopo il Summer Festival salta pure la Fiera di San Matteo. I miranesi restano così orfani di due delle principali iniziative dell’anno, e attese soprattutto dai giovani per divertirsi e dagli operatori economici. E questo perché entrambi gli appuntamenti richiamano moltissima gente da tutta la provincia e non solo. Dove era arrivata soltanto la guerra, quindi, arriva anche il Covid, rendendo impossibile lo svolgimento dell’edizione 2020 di una fiera nata nel 1477.

Fiera di San Matteo saltata

«La cancellazione è una decisione dolorosa, ma di buon senso e rispettosa delle norme per la tutela dei cittadini», osserva la sindaca Maria Rosa Pavanello, «È importante pure il fatto che sia stata una scelta condivisa. I rimaneggiamenti alle caratteristiche dell’evento hanno imposto importanti e stringenti riflessioni. Ammesso che si fosse potuto sostenere il peso economico, che tipo di fiera si sarebbe stata offerta alla cittadinanza? Se lo scopo della fiera è regalare alcuni giorni di serenità e spensierato divertimento, li avremmo avuti quest’anno? Oltre alla salute, che rimane il bene principale, abbiamo preferito tutelare e mantenere integri bellezza e senso della manifestazione».

Il perché salta la Fiera di San Matteo

La pronuncia definitiva deliberata giovedì pomeriggio dalla giunta comunale, dopo il voto unanime dei capigruppo del Consiglio. Alla base della decisione, le condizioni e i costi insostenibili imposti dalle misure sanitarie necessarie per evitare i rischi di contagio e proteggere i partecipanti. Il Comune aveva richiesto un piano anti-Covid su misura. Dovendo tener conto della delicatezza della situazione sanitaria attuale, il piano ha imposto vincoli particolarmente stringenti, come la presenza contemporanea di massimo mille persone e lo svolgimento della manifestazione solo nell’area di piazza Martiri, con otto varchi di accesso presidiati tra le 9 e le 24.

I costi

Più tutti i costi per prodotti igienizzanti, mascherine, segnaletica e cartellonistica per un totale complessivo di 60 mila euro. Fiera snaturata, senza le associazioni del territorio che garantivano lo spirito di comunità della manifestazione e la presenza dei tradizionali stand gastronomici e della pesca di beneficenza. Pro Loco, parrocchia e società sportive non sono in grado di sostenere costi e responsabilità derivanti dalle misure di sicurezza necessarie. Senza contare le date, 18-22 settembre, concomitanti con le elezioni regionali e il referendum, e con l’apertura dell’anno scolastico che impegnano forze dell’ordine e famiglie.

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