Cultura e spettacolo

“I bambini della Grande Guerra” a Mirano

MIRANO. Un folto pubblico ha assistito il 26 novembre al Cinema Teatro di Mirano, alla proiezione del film “I bambini della Grande Guerra” del regista miranese Alessandro Bettero. Il film, che è stato presentato alla 75° Mostra Cinematografica di Venezia, racconta la grande guerra vista da occhi insoliti. Coloro i quali erano bambini durante la Guerra del 15-18, figli di soldati, ora sono centenari e ultracentenari.

Sono gli ultimi testimoni della Prima Guerra mondiale combattuta sul fronte italiano. Vissero la guerra in casa, dall’Isonzo all’Adige quando l’Italia Nord orientale era contemporaneamente un campo di battaglia e un territorio abitato. Famiglie intere, spesso imparentate tra loro, si ritrovarono involontariamente nemiche su fronti opposti. Da una parte: italiani, francesi, inglesi, americani e cecoslovacchi; dall’altra: austriaci, tedeschi e ungheresi.

Questa è l’unica storia al mondo della Grande Guerra raccontata dagli ultimi superstiti: i bambini di allora. Nell’anno del centenario della fine della Prima Guerra Mondiale, sono questi bambini a raccontare senza mediazioni narrative, quel capitolo decisivo della nostra storia, qui suddiviso in “cinque atti”: la vita prima della guerra, la guerra in casa e i padri al fronte, Caporetto e la ritirata, la vittoria, le speranze tradite.

La guerra rappresentò per questi bambini l’opportunità di assaggiare la marmellata degli inglesi, di procurare le lumache ai francesi, di veder volare il primo Zeppelin, di conoscere D’Annunzio ed Hemingway, di assistere alla violenza e alle atrocità della guerra, di sopravvivere alla terribile influenza “spagnola”, ma anche di sperimentare la fame e la sofferenza, la rabbia e la morte, la speranza e il riscatto e, finalmente, la pace. Un’epopea in cui spicca l’eroismo delle donne.

Il documentario è arricchito da filmati e foto d’epoca ritrovati negli archivi di tutto il mondo, e con la voce originale del discorso della vittoria del generale Diaz proveniente dall’Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi di Roma, qui proposto per la prima volta in versione restaurata. Quello di Bettero è il frutto di un lavoro capillare e certosino durato alcuni anni; la testimonianza irripetibile e introvabile di un pezzo di storia che ora appartiene alla memoria collettiva dell’Italia, ma anche dell’Europa e del mondo.

Durante e dopo le registrazioni delle loro testimonianze, i “bambini” sono quasi tutti scomparsi. Uno dei pochi ancora in vita è Giannino Perissinotto, 93enne di Fossalta di Piave, presente in sala ed applaudito dai presenti. Tra le testimonianze di Giannino c’è quella del suo incontro con Ernest Hemingway, premio Nobel per la letteratura nel 1954. Qualche anno prima Hemingway, durante uno dei suoi viaggi in Italia, volle tornare sul luogo dove la notte dell´otto luglio 1918 fu ferito nell´ansa del Buso Burato di Fossalta. Ed è in quell’occasione che Giannino Perissinotto, maestro d’ascia, gli prestò un badile con il quale Hemingway scavò una buca dove seppellì le schegge del ferimento che aveva gelosamente conservato.

Dei drammi di questi “bambini”, della loro vita, delle loro memorie è rimasto questo film. La loro ultima e consapevole eredità, preziosa per noi e per chi verrà dopo di noi. Una sessantina di storie personali e familiari che nessun libro ha mai raccontato e mai potrà raccontare. Un monito per noi e per le generazioni future. Il film ha vinto il Premio “Best Docu-Drama” ai Los Angeles Film Awards e il Premio “Best Foreign Feature” agli Hollywood International Independent Documentary Awards. Sara´ proposto prossimamente a Toronto, Barcellona e Monaco ed è in concorso per i David di Donatello 2019 nella sezione documentari.

Sandro Perissinotto

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