Cultura e spettacolo

I Modena infiammano Mestre

Con “riaccolti in teatro tour” il combat folk dei Modena City Ramblers torna al Teatro Corso di Mestre in occasione del tour. Partito il 16 gennaio 2020 con la data zero al Teatro Baretti di Mondovì (CN).

L’esordio dei Modena 20 anni fa

Proprio come successe più di 20 anni fa in occasione dell’uscita dell’album acustico “Raccolti” (1998), la band ha voluto tornare al proprio sound originale, che li “riaccoglie” nella riproposizione dei cavalli di battaglia scelti dal repertorio di oltre 25 anni di carriera. 

Questa volta, però, in una speciale versione teatrale, suggestiva e intima, per far gioire e commuovere “come in principio e come sempre sarà”  il loro vasto pubblico unito da sempre da un profondo sentimento condiviso. 

La maturazione

Il Riaccolti in teatro Tour sarà un momento di raccoglimento dei Ramblers, reduci, nei soli ultimi due anni, dalla pubblicazione di due album – “Mani come rami, ai piedi radici” del 2017 e “Riaccolti” del 2018 – che li ha portati a suonare in oltre 210 date su tutto il territorio nazionale.

L’intervista

“La dimensione del teatro ci elettrizza particolarmente: in tanti anni di concerti il teatro è un luogo che abbiamo frequentato poche volte  e sempre con grande soddisfazione. Le nostre canzoni in questo contesto suonano in un modo del tutto particolare e ci ‘parlano’ in modo diverso e sorprendente, e alla stessa maniera si rivelano a chi ci ascolta. L’unica tournée teatrale della nostra carriera risale a 20 anni fa, dopo l’uscita di Raccolti; è giunta l’ora  di tornare a vivere l’emozione del sipario che si apre, Riaccolti dal pubblico seduto e pronto ad ascoltarci” 

Il concerto dei Modena

In un Corso di Mestre colmo fino all’inverosimile la band famosa per il suo folk e la sua ritmica irlandese ha subito proposto i pezzi più famosi degli ultimi album. Molte canzoni trovano ispirazione nella musica e nella poesia di Fabrizio De Andrè e riportano al passato di chi cantava i deboli. Passando poi ai classici come “I 100 passi”, “La grande Famiglia”, “Alza il pugno”, “Ebano”. Toccante il momento in cui il cantante, davanti a una platea attenta ha parlato di diversità, ricordando come anche il semplice gesto di un baciare un crocifisso, insegna che non si deve aver paura. “Anche Gesù era un diverso – ricorda – e troppo spesso definito matto. L’italianità di cui andiamo fieri, troppo spesso sbandierata solo a fini politici, in realtà è l’unione di culture diverse. Noi siamo greci, siamo romani, siamo fenici, spagnoli e francesi. Solo unendo queste esperienze, dopo millenni, siamo italiani”.

La chiusura dei Modena

Modena city Ramblers significa anche storia. Dei più deboli, degli indifesi, di chi, nel secondo dopoguerra lottava anche per il più piccolo diritto. Spesso perdendo la vita. A tutti loro è dedicata la chiusura. Che non poteva essere che nel loro inconfondibile stile. “Bella ciao”

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