Cultura e spettacolo

Il cinema piange Max von Sydow

Si è spento l’8 marzo a 90 anni uno dei più grandi attori del cinema mondiale. All’anagrafe Carl Adolf, al secolo Max, von Sydow. Svedese di origine ma naturalizzato francese è stato attore feticcio di Ingmar Bergman. E questa è storia.

Il grande passo

Il suo ruolo memorabile nei panni di un cavaliere crociato che gioca a scacchi con la morte ne Il settimo sigillo ancora oggi rimane fonte d’ispirazione nella settima arte. Ruolo che gli è valso una lunga carriera al fianco del connazionale regista (ben 14 film).

Non attore, ma icona

Ripercorrerne l’intera carriera è un’impresa a dir poco ardua. La vasta e variegata filmografia richiedono un intero libro. Ma che alcuni ruoli da lui interpretati, oltre a quello già citato, siano rimasti marchiati a fuoco nella storia del cinema è cosa certa. A tal punto da divenire iconici.

Un esorcista ateo

Tra le sue interpretazioni simbolo primeggia quella che lo immortala nei panni di padre Merrin ne L’Esorcista di William Friedkin. Un film, non semplicemente un horror, che ha portato sullo schermo un giovane von Sydow di gran lunga invecchiato e nei panni di un prete esorcista. Il paradosso? Max von Sydow, ateo, ha avuto non poche difficoltà nel calarsi nella parte.

La parentesi italiana

Per i meno avvezzi, Max von Sydow, come poi altri grandi interpreti del cinema (vedi Donald Pleasence), non ha eluso i set italiani lavorando con registi quali Lattuada, Rosi, Zurlini e Bolognini. Non solo, ovviamente. La sua più recente trasferta italiana lo vede protagonista nel thriller Non ho sonno di Dario Argento, nel quale veste i panni del commissario in pensione Ulisse Moretti.

Fantasy e fantascientifico

Nella sua lunga carriera, costellata da registi di fama mondiale, non è mancata la collaborazione con il visionario David Lynch nel suo Dune, ma presenzia anche nel fantascientifico cinecomic Flash Gordon e nell’epic movie Conan il Barbaro con un giovanissimo Arnold Schwarzenegger. Più recente Dredd – la legge sono io, che proietta von Sydow in un futuro in cui la legge è dettata dai giudici.

Un improbabile nazista

Tra i suoi ruoli iconici, memorabile quello che lo vede nel titolo sportivo al fianco di Stallone e Michael Caine vestire l’uniforme del magg. Karl Von Steiner in Fuga per la vittoria, che sul concludersi della celebre partita impari s’inchina dinnanzi alla rovesciata messa a segno da Fernandez (Pelé) applaudendo tra la silenziosa ma evidente disapprovazione degli altri ufficiali tedeschi.

L’ultimo ruolo stellare

A chiudere questa nostra retrospettiva che vede protagonista von Sydow, il titolo diretto da J. J. Abrams Star Wars: il risveglio della Forza nel ruolo di Lor San Tekka. E noi siam certi che ora Max sieda tra gli apostoli della Forza in una galassia lontana lontana…

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