Cultura e spettacolo

“Il Mondo nuovo”

Chi lo sa se il mondo potrebbe finire questa sera?” Robert Browning. Per il celebre poeta britannico, il mondo finì il 12 dicembre 1889, morì infatti a Venezia, a Ca’ Rezzonico. All’epoca in cui non era ancora il Museo del Settecento, lo splendido edificio sul Canal Grande, vicino a San Barnaba, ospitò nel 1926 anche Cole Porter. Il compositore fece costruire una zattera davanti al Palazzo per far danzare i ballerini a tempo di charleston. Come costruire un “Mondo nuovo”.

Mondo nuovo ai tempi di emergenza sanitaria

In tempo di coronavirus invece, l’adorabile promiscuità culturale e artistica veneziana, sembra un miraggio. Mai la città è stata così bella e così drammatica, con i suoi canali trasparenti. E pensare che Venezia festeggia in questo periodo la data della sua fondazione: 25 marzo, 421. Ho fotografato la fontana, ora chiusa, vicina alla chiesa più antica, San Giacometto. Da qui parte la storia della città, a Rialto, Rivus Altus. In questa segregazione mi sento fortunata. Venezia è una bella prigione e il mio plauso va a chi svolge lavori socialmente utili e deve uscire per forza.

L’ultima mostra

L’ultima mostra che ho visto, prima della chiusura di tutti i Musei, è stata proprio a Ca’ Rezzonico, il 13 febbraio. “Disegnare dal vero, Tiepolo, Longhi, Guardi”. Un nucleo eccezionale nato tra il patrimonio della Fondazione Musei Civici e Save Venice. Mi è stato possibile anche osservare il restauro, nella sala dell’Allegoria, della grande tela Tiepolesca: “La Nobiltà e la Virtù che sconfiggono l’Ignoranza”. Ca’ Rezzonico custodisce anche il magnifico affresco di Giandomenico Tiepolo del 1791 “Mondo Novo”, realizzato dall’artista per la villa di Zianigo. Strappato nel 1906 per essere venduto all’estero, fortunatamente restò in Italia.

Un mondo nuovo?

Preludio di un mutamento epocale (il 1797 segna la fine della Serenissima), il “Mondo Novo”, raffigura la gente che si accalca per ammirare una specie di lanterna magica, un visore in legno munito di lenti con immagini panoramiche e tridimensionali. Spesso le immagini raffiguravano l’America, definita appunto il Mondo Nuovo.

La mostra

La Mostra “Disegnare dal vero” porta la data 14 febbraio – 18 maggio 2020. Ora il Museo è chiuso e anche le date perdono il loro significato. Un nemico terribile ci ha portato vie le generazioni più importanti. Piangiamo simboli della nostra contemporaneità come l’architetto Vittorio Gregotti, il Magistrato Francesco Saverio Pavone. Concordo con il Maestro Ennio Morricone sull’inopportunità dei flash mob dalle finestre.  Dopotutto il mio aforisma preferito è di Conrad: “Come faccio a spiegare a mia moglie che quando guardo dalla finestra io sto lavorando?”

Elisabetta Pasquettin

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