Cultura e spettacolo

Il Tintoretto di David Bowie

C’era una volta a Venezia, una chiesa bellissima di fronte alla Basilica di San Marco, la chiesa di San Geminiano. Nonostante fosse un gioiello del Sansovino, con grande disinvoltura, Napoleone decise di abbatterla per dare spazio alla nuova Ala delle Procuratie (doppia facciata monumentale, portico, vasto scalone e imponente sala da ballo). All’interno di San Geminiano, si trovava una pala d’altare dipinta da Tintoretto: “L’angelo annuncia il martirio a Santa Caterina d’Alessandria”. Fortunatamente, la tela esiste ancora e per molto tempo è appartenuta al grande David Bowie, appassionato d’arte e straordinario collezionista, con una predilezione per Tintoretto.  Alla sua morte venne acquistata e affidata in prestito alla Casa di Rubens di Anversa, un museo molto amato dal Duca Bianco. Ma è pur vero che i quadri viaggiano, e la Pala di Santa Caterina è tornata a Venezia dopo ben duecento anni.

Le sorprese con David Bowie

A Palazzo Ducale, questa e altre sorprese imperdibili, alla mostra: Da Tiziano a Rubens. Capolavori da Anversa e da altre collezioni fiamminghe. Nell’appartamento del Doge si rinnova il fermento culturale tra Anversa e Venezia, porti di primaria importanza. Nel Cinquecento, sulle strade che univano le due città, circolavano le merci di tutto il mondo. La Repubblica Serenissima accoglieva molti artisti fiamminghi, Rubens soggiornò a lungo in Italia e a Venezia, all’inizio ispirato da Tiziano, nella piena maturità preferì Tintoretto, come David Bowie del resto.

L’esposizione

In esposizione, molti capolavori di Rubens e del suo talentuoso erede Anthony van Dyck, il meglio dell’arte fiamminga, proveniente in maggior parte dal Museo Reale di Belle Arti e dalla Casa di Rubens di Anversa.

Gli enigmi e non solo Bowie

I quadri nascondono spesso enigmi e misteri, è il caso di uno straordinario Tiziano: “Ritratto di dama con la figlia” che torna nella città lagunare dopo 500 anni, forse rappresenta l’amante del pittore con la loro figlia. Tiziano morì il 27 agosto del 1576 durante una terribile epidemia di peste. Cristoforo Barbarigo, nobile facoltoso, acquistò la sua casa assieme a tutto il contenuto compreso un “Tobia e l’Arcangelo Raffaele”. Un accurato restauro portò clamorosamente alla luce il vero soggetto, con la bella enigmatica dama.

La mostra

La mostra è curata da Ben van Beneden, direttore Rubenshuis (Museo della Casa di Rubens) di Anversa e offre una splendida testimonianza dell’arte fiamminga avvalendosi di prestiti importanti anche da collezioni private, con pezzi mostrati in pubblico per la prima volta.

Per noi amanti di David Bowie è anche una prima volta di assoluta emozione ammirare Santa Caterina. Nell’allestimento veneziano è collocata in una sala completamente buia e sembra che il suo angelo spicchi il volo da un momento all’altro. È come guardarlo con gli occhi di David Bowie: “Lontano sopra il mondo, il pianeta Terra è blu. E non c’è niente che io possa fare”. Space Oddity   

DA TIZIANO A RUBENS

CAPOLAVORI DA ANVERSA E DA ALTRE COLLEZIONI FIAMMINGHE

VENEZIA – PALAZZO DUCALE

5 SETTEMBRE 2019 – 1° MARZO 2020

Elisabetta Pasquettin

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