Cultura e spettacolo

A fil di spada

Pirati e spadaccini nel cinema. L’Italia a fil di spada. Se c’è un genere che ha contribuito alle casse della cosiddetta Hollywood sul Tevere, senza dubbio questo è il cinema avventuroso. A partire dal sonoro sino a tutti i prolifici Settanta, le produzioni rinominate “in costume” hanno segnato l’attività cinematografica italiana, avvalendosi anche di grandi nomi nei cast tecnici e artistici e prestando a libere interpretazioni personaggi fumettistici e appartenenti alla letteratura di genere, quali ad esempio Zorro, il Corsaro nero o il salgariano Sandokan. E’ così quindi che anche l’Italia, in risposta alla Hollywood dei ’30, spinge in mare le prime caravelle cariche di pirati e spadaccini. Insomma un’Italia a fil di spada. Sciabole, spadoni e fioretti.

Combattere la crisi con il cinema

Come anticipato, l’inizio di questa (è il caso di dirlo) lunga avventura è caratterizzata dagli ingenti investimenti che il regime, durante i Trenta, destina al cinema. Guardando oltreoceano, l’Italia nota che a risollevare lo spirito afflitto degli italiani sono le commedie e le avventure caratterizzate dallo sguardo affascinante di Errol Flynn. Ecco quindi arrivare a italianizzare un genere prettamente a stelle e strisce, e anche con grande successo (oltre 100 titoli all’anno).

I pionieri a fil di spada

Il genere, che vive due epoche (pre e post-conflitto), deve “purtroppo” il suo successo proprio alla Guerra. Difatti, in prossimità del conflitto, con le conseguenti sanzioni, i film americani diminuiscono drasticamente nelle sale italiane. Ecco allora che i nostri Blasetti, Poggioli, Righelli, Campogalliani e l’immancabile Freda, che però avrà un ruolo di primo piano soprattutto nel post-Guerra, realizzano avventure tutte italiane che nulla sembrano invidiare a quelle statunitensi. La librettistica d’opera fornisce i maggiori soggetti, e si riscopre soprattutto Salgari, che avrà poi, sul tramonto del genere, un revival grazie a Sergio Sollima e alla leggendaria interpretazione della “tigre della Malesia” Kabir Bedi.

La rinascita di un genere

Dopo la Guerra, anche il cinema riparte. E, seppur incredibile, sono proprio due film di quello che ormai è definito “cappa e spada” a segnarne il rilancio: Genoveffa di Brabante (1945) di Primo Zeglio e Aquila Nera (1946) di Riccardo Freda, pionieristico cineasta che tanto ha dato anche al giallo e all’horror.

Si gira all’americana

Proprio il successo di Aquila Nera rivelerà che al grande pubblico ciò che piace vedere sul grande schermo è la meno statica regia di Zeglio, a favore di duelli, cavalcate e di uno stile di ripresa frenetico e mozzafiato. Aumentano quindi le coproduzioni e vere e proprie star del cinema internazionale si trasferiscono a Roma e Torino. Tra questi anche Lex Barker e Gerard Landry, che diverranno attori caratteristi dei film in costume.

Tra peplum e fil di spada

Nonostante il fenomeno del genere peplum, del quale abbiamo parlato nel nostro precedente appuntamento, impazzi tra il pubblico italiano, non diminuiscono le produzioni delle pellicole di cappa e spada. E quindi ancora luoghi come semplici laghetti di provincia e litorali diventano location per set caraibici e avventurosi. Città quali Venezia ospitano decine e decine di set che la vedono regina nei titoli: Il boia di Venezia, Il bravo di Venezia, Il capitano di Venezia, Il cavaliere di San Marco e via dicendo… Ma non mancano neppure i primi crossover tra peplum e piratesco, con il produttore Misiano che finanzia titoli quali Zorro contro Maciste, ad esempio.

I veri protagonisti: i maestri di spada

Nonostante gli stuntmen, da noi meglio noti come “cascatori”, e gli attori facciano la differenza e contribuiscano a fare di film low-budget delle pellicole d’eccezione, un ruolo di primaria importanza spetta ai maestri d’arme, senza i quali sciabolate e duelli non sarebbero stati possibili. Tra loro primeggia Enzo Musumeci Greco, appartenente a una nota famiglia di tradizione spadaccina, e che con il suo team andrà a prestare le proprie abilità sui set americani. Ma vanno ricordati anche i fratelli Fantasia che, come il primo, ricoprono spesso anche il ruolo di attori.

Dal fil di spada alla pistola

Col finire dei Settanta il genere tramonta trascinando con sé esperimenti sempre più trash e poco avvezzi al pubblico di casa nostra. Sorge un nuovo interesse intanto, quello per il cinema western, erede diretto del cappa e spada e avventuroso. Insomma, chi di spada ferisce…

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