Cultura e spettacolo

J-Ax: “Il Covid mi ha cambiato. Provo un pesante odio verso i No Vax”

“Dopo il Covid sono cambiato. Provo un pesante odio per i no vax”. A parlare è J-Ax, in occasione dell’uscita del suo nuovo disco: “Surreale”. Il rapper 49enne racconta l’esperienza del virus, contratto in forma piuttosto pesante la scorsa primavera: “Un mese tra fortissimi dolori che mi hanno lasciato due cose. Primo, un altrettanto pesante odio verso i no vax con cui al momento non ho voglia di dialogare, ma al massimo di stirarli in auto. Secondo una regressione da ateo a religioso, nel senso che sono tornato a recitare quelle preghierine imparate da bambino, il Padre nostro, l’Ave Maria e l’Angelo custode”.

Le minacce

«Aver superato il Covid mi ha portato a schierarmi anche per un mondo meno egoista, rafforzando la mia propaganda sui vaccini che mi ha portato molti hater no-vax e minacce, anche di morte». Il rapper italiano J-Ax, dichiara di aver subito minacce di morte da alcuni hater per la sua posizione sui vaccini anti-Covid. In passato J-Ax si era mostrato disponibile a parlare con i negazionisti del coronavirus ma, dopo aver vissuto in prima persona l’esperienza del Covid, è diventato un sostenitore del vaccino. Ad aprile, infatti, sia lui che la moglie Elaina Coker e il figlio Nicholas si sono contagiati. «Ho visto la morte da vicino, ero terrorizzato», racconta Alessandro Aleotti, che è stato molto male e ha riscoperto la preghiera e ha scritto anche il brano ‘Voglio la mamma’.  Il rapper ha svelato di aver ricevuto anche minacce di morte. «Una volta ti mandavano dei proiettili, adesso foto di proiettili. Ma sono sempre profili anonimi, non ci mettono mai il nome – esplicita J-Ax -. Io capisco che sia tutto nuovo ed è vero che non si sa molto su questi vaccini, ma basta per capire che è la scelta giusta, anche pensando agli altri, per non intasare le terapie intensive. Viene confuso il vaccino con l’antidoto, anche, ma alla fine sono tutte scuse che la gente si trova perché ha paura».

J- Ax e Surreale

Interpellato sul caso del collega Salmo – finito al centro delle polemiche per un concerto senza distanziamento e mascherine tenutosi ad Olbia nelle scorse settimane – J-Ax dice: “La penso totalmente come Fedez e come chiunque abbia senno. Non è che se abbiamo sbagliato con gli assembramenti per gli Europei dobbiamo sbagliare ancora. Perdipiù mi sono sentito un fesso a rispettare le regole e a non fare i concerti. Tornerà il tempo, ma non è ancora ora”.

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