Cultura e spettacolo

La Divina Commedia in musical. Un fascino senza tempo

L’opera

La Divina Commedia si trasforma in uno show ricco di storia, effetti speciali e magia: le incantevoli musiche di Marco Frisina, la ricercata e modernissima regia di Andrea Ortis, i coinvolgenti testi di Gianmario Pagano/A.Ortis, le spettacolari scenografie di Lara Carissimi, le avvincenti coreografie di Massimiliano Volpini e gli habitat luminosi di Valerio Tiberi accompagneranno lo spettatore nell’incredibile viaggio di un uomo, Dante, attraverso i tre fantastici regni dell’Inferno, del Purgatorio e del Paradiso portate in scena da ZedLive al Gran teatro Geox il 2 febbraio.

Lo spettacolo

Due ore di puro spettacolo con oltre 50 scenari mozzafiato, 200 costumi, 24 cantanti-attori e ballerini-acrobati… e inconfondibile voce narrante di Giancarlo Giannini. Uno spettacolare viaggio in musica in cui il più importante testo della letteratura Italiana prende forma dando sostanza ed emozione alla storia d’amore più straordinaria mai raccontata.

Il filo conduttore

L’amore. In tutte le sue forme. Per quella Divina, per Beatrice, per l’uomo. Lo show non manca mai di sottolinearlo. E’ il fil rouge dello spettacolo. Ed emoziona, insegna alle generazioni più giovani e ricorda gli studi di alunni passati o di insegnanti ancora amanti dell’opera del Divino Dante.

L’emozione

Impossibile decidere quale scena in uno spettacolo di oltre due ore meriti una citazione ma per chi ha assistito Ulisse, Paolo e Francesca, Pier delle Vigne rimangono forse (esclusi ovviamente Dante e Virgilio) le immagini più belle di uno spettacolo che regala quasi la sua metà all’Inferno, più passionale, sanguigno, con le sue debolezze, insomma, più umano nello spirito e nei sentimenti. Per poi salire su nel Purgatorio e nel Paradiso con Virgilio che affida a Beatrice il compito di guidare Dante là dove le stelle brillano più luminose.

La voce

Un Magnifico Giancarlo Giannini. Non presente sul palco perchè la sua voce è registrata, ma capace col suo timbro di portare lo spettatore nel buio della Selva Oscura o attraverso le porte di chi non ha più speranza con la stessa enfasi di chi intona l’Ave Maria. Insomma due ore e mezza di spettacolo che fa da ponte tra passato e futuro ma che alla fine accompagna tutti lì insieme per poter dire “e quindi uscimmo a riveder le stelle”
Pagina a cura di Zed Live!! con la recensione di Edoardo Pittalis
Video gentilmente concesso da Il Mattino di Padova
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