Cultura e spettacolo

Le signorine, Baby Jane alla napoletana

Ci sono volte in cui si va a teatro e, contenti per quello che si è visto, si aspetta con serena pazienza il ritorno degli attori o delle attrici di turno. E’ il caso di due grandi interpreti dei nostri tempi, Isa Danieli e Giuliana De Sio. La prima manca dal Toniolo esattamente dal 2008 quando fu un’intensa Madre Coraggio, la seconda da Notturno di donna con ospiti di quattro anni fa. Ritrovarle assieme ne Le signorine di Gianni Clementi è una fortuna non da poco.

Il testo, tratto da E’ vongole fujute, si inserisce in una tradizione letteraria antica e moderna allo stesso tempo. Come ne La Scortecata del Cunto de li cunti di Basile, anche qui due sorelle zitelle e come in un testo di Ruccello si alternano incubi ad occhi aperti e ad occhi chiusi. Addolorata e Rosaria trascorrono l’esistenza in un continuo scambio di accuse reciproche. Vivono di quel poco che riescono a ricavare dalla merceria, ormai circondata da empori cinesi. La vita casalinga non riserva alcuna gioia e il mondo di fuori è filtrato attraverso le notizie della tv. Addolorata, la più giovane, stufa dell’avarizia di Rosaria che l’ha costretta a innumerevoli rinunce, scalpita per godersi la vita. La sorella, però, non ha alcuna intenzione di lasciargliela vinta e fa di tutto per perpetrare in essa il senso di colpa e tenerla a bada. Per Addolorata sembra non esserci scampo, ma un curioso incidente cambierà le carte in tavola, offrendo ad Addolorata l’occasione di un macabro riscatto.

La lingua diventa espressione degli stati d’animo, dell’alternarsi di rinunce e piccole rivalse, senza risparmiare un’ironia a volte tragica, a volte bonaria. Le profezie del mago televisivo Lello, che ha la voce di Sergio Rubini, dal forte accento pugliese, conferiscono alla vicenda toni arcani che sfociano negli incubi di Addolorata. La scena di Carmelo Giammello, una camera da letto e un corridoio, richiama la tradizione del teatro di De Filippo e di Ruccello. La regia di Pierpaolo Sepe, abile nel mischiare il comico al tragico, lascia carta bianca a De Sio e Daniele, bravissime ad accentuare le differenze caratteriali delle signorine, sottolineate anche dai costumi di Chiara Aversano, e a rivelarne le sottili dipendenze. Nella loro veracità, Rosaria e Addolorata non sono lontane dalla realtà, esempi di generazioni diverse cresciute con educazioni agli antipodi.

Teatro affollatissimo alla recita del 16 febbraio e lunghissimi applausi al termine premiano la bravura delle attrici.

Luca Benvenuti

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