Cultura e spettacolo

Mirano ricorda i suoi martiri

Piazza Martiri prende il nome da loro. Dai ragazzi che la notte tra il 10 e l’11 dicembre 1944 furono catturati e uccisi dalle camicie nere.

Sei giovani partigiani tra i 18 e i 20 anni, traditi da una spia, consegnati ai nazifascisti e condannati a morte per tradimento dopo un processo farsa.

Si chiamavano Cesare Chinellato, Bruno e Giovanni Garbin, Cesare e Severino Spolaor, Giulio Vescovo. Furono seviziati e trucidati e i loro corpi furono esposti in piazza come avviso e monito per la popolazione.

Martedì scorso, Mirano ha di nuovo ricordato questi ragazzi. Il loro sacrificio che oggi ci permette di vivere in libertà ed esprimere la nostra opinione. Lo ha fatto raccontando la loro terribile storia ai giovani studenti delle classi terze delle scuole medie “L. Da Vinci” e “G. Mazzini”. Circa trecento alunni hanno ascoltato i loro colleghi più grandi del liceo “Majorana – Corner” raccontare quella terribile notte.

Gli alunni delle medie hanno ripercorso i sei luoghi della tortura e della fucilazione in piazza Martiri (casa del Fascio ora sede della Guardia di Finanza, via Barche, farmacia Sansoni, via Castellantico, Municipio, Municipio, monumento nell’ovale al centro della piazza,) e hanno sostato nei diversi punti ascoltando una testimonianza portata da testimoni diretti, che hanno vissuto quell’eccidio o da persone che hanno approfondito questo episodio.

La commemorazione è iniziata verso le 10.00, aperta dalle parole della sindaca Maria Rosa Pavanello e dalla presidente del consiglio comunale Renata Cibin. L’iniziativa è  tata promossa dai due istituti comprensivi di Mirano e dal liceo “Majorana – Corner”, in collaborazione con il Comune, l’ANPI sezione “Martiri di Mirano” e l’AUSER  quale momento di approfondimento della storia miranese e dell’episodio preciso dal quale deriva il nome della piazza.

La Giornata della memoria è stata istituita dal Consiglio Comunale nel 2003 e celebrata l’11 dicembre di ogni anno perché la più violenta rappresaglia che ha coinvolto il paese si era svolta in piazza Martiri l’11 dicembre 1944.

Questa giornata è dedicata comunque a tutte le vittime del nazifascismo che caddero a Mirano nell’inverno 1944/45, a partire da Oreste Licori che fu fucilato l’1 novembre 1944 fino alla fucilazione il 17 gennaio 1945 di Luigi Bassi, Ivone Boschin, Dario Camilot, Michele Cosmai, Primo Garbin, Aldo Vescovo, Gianmatteo Zamatteo e alla morte in combattimento il 27 aprile 1945 di Luigi Tomaello e Mario Marcato e alla deportazione in Germania, da cui non fecero più ritorno, nel febbraio 1944 di Nella Grassini Errera e Paolo Errera.

 

M.B

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