Cultura e spettacolo

Lady Gaga ruba la scena a Emma Stone

Nella giornata (ieri)  di Emma Stone dama di corte della regina Anna d’Inghilterra ne “La Favorita” (Stone che a Venezia ha già vinto la Coppa Volpi come miglior attrice con “La la Land”, nel 2016) e di Jeff Goldblum protagonista di “The mountain”, si era già scatenata la “caccia” a Lady Gaga, in arrivo da Parigi – dove ha presentato il suo primo profumo – protagonista insieme a Bradley Cooper (che è anche regista del film) di “A star in born”, protagonista venerdì 31 a Venezia75. All’aeroporto di Venezia la cantante attrice è sbarcata alle 16, stretta in un tubino nero, tacchi vertiginosi, capelli platinati: domani il suo red carpet si annuncia da record.

Protagonista ieri in Sala Grande e sul red carpet, è stata però Emma Stone che veste gli abiti settecenteschi di una dama di corte,in lotta per sopravvivere, tra astuzie e perfidie.

The favourite. Intrighi, vendette, colpi bassi, gelosie nella corte della regina Anna, nel triangolo lesbico di La Favorita di Yorgo Lanthimos, in concorso oggi a Venezia 75, accolto con applausi dalla stampa nelle proiezioni riservate e all’incontro con il cast.

Quasi come a Hollywood? «C’è tanta rivalità certamente, ma lo spirito competitivo non è solo nel cinema, accade in tutti i settori» dice Emma Stone, una delle tre magnifiche protagoniste, con Olivia Colman e Rachel Weisz (assente per imminente maternità) che mettono subito al secondo giorno di festival l’ipoteca sulla coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile. Lanthimos (i potenti e controversi The Lobster, Il cervo sacro) racconta la sfida, anche di seduzione omosessuale tra due dame, Abigail Masham (Stone) e Sarah Churchill (Weisz), per diventare unica, potente favorita della regina Anna Stuart (1665-1714), a capo del regno d’Inghilterra, depressa, instabile, ‘bambinà.

Gelosie violente e manovre politiche, capricci che cambiarono vite di milioni di persone per la guerra Inghilterra – Francia che dominò tutto quel periodo storico. Tre donne protagoniste in un film è piuttosto raro, per questo il regista greco, che ci ha messo 9 anni a fare il film, osserva: «spero si possa considerare un piccolo contributo al tempo del #metoo. I registi sono uomini, lo sguardo maschile la gran parte dei casi le vede fidanzate, oggetto di desiderio, questa è una eccezione: al centro di The Favourite ci sono tre donne, fantastiche e orrende come ogni essere umano».

E.P.

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