Cultura e spettacolo

OPV e la nuova stagione concertistica

Il Direttore musicale artistico Marco Angius e il vicepresidente dell’Orchestra di Padova e del Vento Paolo Giaretta hanno presentato in sala Bresciani Alvarez del Comune di Padova la 53ᵃ Stagione concertistica 2018/2019. La stagione è realizzata con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Regione del Veneto, del Comune di Padova e di Fondazione Antonveneta.

Tempi…

Il titolo scelto dal maestro Marco Angius, che per la quarta volta ha curato i 12 concerti in calendario, non è solo un gioco di parole, ma anche una raffinata riflessione sulla stratificazione di opere e stili compositivi. Se, come scrive Thomas Mann nell’incipit di Giuseppe e i suoi fratelli, “profondo è il pozzo del passato”, il confronto con esso è oggi sempre più inevitabile. L’OPV perciò fa proprio questo dialogo tra passato e presente, mettendo in relazione i tempidella tradizione musicale che da Gabrieli arriva a noi, passando per Bach, Mozart, Brahms, Beethoven, Verdi, Bruckner, Berg e Ravel.

Il nostro tempo musicale sarà protagonista di ben tre appuntamenti. Nel centenario dell’armistizio della Prima guerra mondiale, una nuova commissione OPV a Claudio Ambrosini inaugurerà la Stagione l’11 ottobre. Il 13 novembre al Teatro Verdi sarà la volta di Sconcerto di Giorgio Battistelli su testo di Franco Marcoaldi e con la presenza di Elio, un evento coprodotto con il Teatro Stabile del Veneto.

A Nicola Sani, compositore in residenza 2019, l’OPV ha commissionato una novità assoluta che verrà presentata il 28 febbraio accanto a due orchestrazioni di Luciano Berio, nel quindicinale della scomparsa. Ecco allora il tempo trasversale in cui la musica permette un viaggio percettivo unico: oltre a Berio che reinventa Verdi, Boccherini e Brahms, incontriamo John Adams orchestratore di un tardo Liszt, Ravel e Tchaikovsky con pagine schumanniane e mozartiane, Ghedini e Ambrosini con le musiche di Andrea Gabrieli, Stravinsky con l’amato Gesualdo.

…e tempeste

Il titolo della nuova stagione OPV accosta ai tempi le tempeste che, sottolinea Angius, «vanno intese sia in senso metereologico che metaforico. In musica, assistiamo spesso a tempeste di tempi». Non mancherà quindi il Beethoven dionisiaco, compositore prediletto dell’OPV e proposto ogni anno, le cui celebri pagine, dall’Eroica alla Pastorale, da Egmont al Quarto concerto per pianoforte, puntelleranno l’intero cartellone. Ci sarà spazio anche per l’arte apollinea di Schubert e per il tardo romanticismo di Bruckner, con cui l’OPV si cimenterà per la prima volta nella sua storia, il 29 novembre, suonando la Quarta Sinfonia.

«Il concetto di tempo è legato a quello di spazio», afferma ancora Angius. Il 12 dicembre il consueto Concerto di Natale, direttio da Giovanni Battista Rigon, «sarà per gruppi spazializzati nella Basilica del Santo: non tanto musicisti dispersi nello spazio quanto musica proiettata e letteralmente portata accanto al pubblico, superando così in modo pragmatico un secolare ostacolo di fruizione acustica dell’esperienza musicale al Santo».

Con l’arrivo della primavera, il 4 aprile si ascolteranno Brahms, Berg e Ligeti, in cui il tempo invece si moltiplica e si sospende in rotazioni orbitali, mentre il tempo fiabesco e incantato di Tchaikovsky si riflette nelle tempeste delle rare musiche di Shostakovich per il King Lear. La Stagione si chiuderà il 9 maggio, con il maestro supremo dei giochi combinatori che creano un tempo circolare e illimitato: Bach e la sua Offerta musicale nella rilettura spazializzata di Igor Markevitch.

Gli interpreti

Un gran numero di debutti si susseguirà sul podio: da Valerio Galli, tra i più affermati giovani italiani, a Nicholas Nägele, già assistente di Thielemann a Salisburgo e oggi Kapellmeister alla Deutsche Oper di Berlin, da Michael Blake, recentemente impegnato nella Salome al Filarmonico di Verona, a Fabián Panisello, compositore e direttore della Escuela Superior de Música Reina Sofía, fino a Jonathan Berman, già sul podio della London Philharmonic Orchestra e BBC Symphony Orchestra. Tra i solisti, i pianisti Alessandro Taverna e Orazio Sciortino, al suo debutto con l’OPV, impegnati in pagine di Beethoven e C.P.E. Bach e due star internazionali: il tenore Ian Bostridge che interpreterà Les illuminations di Britten e la violinista Carolin Widmann che eseguirà il Concerto per violino e orchestra di Berg.

Lezioni di suono

Immancabili le collaudate “Lezioni di suono” che, giunte alla loro quarta edizione e trasmesse più volte su Rai5, avranno come protagonista il compositore in residenza Nicola Sani. Nei tre appuntamenti che si terranno in Sala dei Giganti al Liviano il 27 marzo, 10 aprile, 3 maggio 2019, in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova, Sani presenterà tre prime esecuzioni italiane: Seascape IX “Münster” del 2016, Deux, le contraire de “un” del 2012 e Gimme Scelsi del 2013, accostate a pagine di Schubert, Mahler e Scelsi.

Non solo concerti

Dopo il successo ottenuto dalle “Lezioni di sabato. Ripetizioni di musica al Liviano”, anche quest’anno l’OPV proporrà un ciclo di sei incontri tra le pareti affrescate della Sala dei Giganti. Un brano eseguito durante il concerto sarà analizzato da autorevoli musicologi e divulgatori quali Maurizio Baglini, Guido Barbieri, Alessandro Zattarin, Sandro Cappelletto, Dino Villatico e Gianluigi Mattietti.

Tutti i concerti (eccetto quelli del 13 novembre e 12 dicembre) saranno anticipati da una prova generale aperta, alle ore 10.30 all’Auditorium Pollini.

Luca Benvenuti

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