Cultura e spettacolo

(R)esistere a Venezia

Truman Capote ha scritto che Venezia è come mangiare tutta in una volta una scatola di cioccolatini al liquore, ma come uscire indenni da questo incantesimo inebriante, quando nella scatola di cioccolatini ci vivi, dalla quale esci ogni giorno con sobrietà, magari per lavorare? Ci aiuta nell’impresa, l’originale intuizione di Paolo della Corte: (R)esistere a Venezia, progetto fotografico documentaristico, per raccontare le storie di cittadini veneziani resilienti.

Il progetto

31 veneziani per l’esattezza, il musicista, l’infermiera, il mastro vetraio, lo scrittore, il compositore, ma anche il manager del settore ristorazione e degli alberghi, il pescatore, lo storico, l’architetto e il film-maker, catturati con l’obiettivo maneggiato come fonendoscopio e radar. Il fotografo riesce abilmente a intercettare palpiti e umori dei protagonisti nella continua lotta per conquistare spazio e tempo, travolti da una vertigine di forme e colori, da un magma sonoro senza fine.

La mostra

La mostra è ospitata presso la Scoletta San Giovanni in Bragora a Venezia, (Campo Bandiera e Moro), scenario veneziano di grande impatto visivo, la splendida chiesa con il Battesimo di Cristo di Cima da Conegliano nell’abside. Tra queste mura tardo gotiche venne battezzato Antonio Vivaldi.

Paolo della Corte

Racconta Paolo della Corte: “L’idea era di rappresentare l’onda umana di turisti, come un muro, esaltando l’immagine dei residenti che appaiono quasi come un fascio di luce tra la folla in movimento”. Per rendere questa sensazione ha utilizzato il filtro a densità neutra per allungare i tempi di esposizione creando e desaturando i colori delle immagini che ritraggono le persone. “Ho cercato di far capire come mi sento io e come si sentono i veneziani a camminare, vivere, lavorare, in questa città che è alienante, quasi soffocante”.

La realtà quotidiana

Franca Coin – Presidente Venice International Foundation. 22/02/19, 11:23:36

 (R)esitere a Venezia documenta la realtà quotidiana dei residenti, 27 i luoghi scelti. Quelli ad alta densità turistica come Rialto, San Marco, Ponte della Paglia, Strada Nova. Alberto Sinigaglia, giornalista, nella prefazione al bel catalogo scrive: “Venezia vive ed è unica, bellissima, desiderata e posseduta da venticinque milioni di turisti l’anno… Ma vivono, oppure sopravvivono i cinquantamila veneziani che l’abitano ancora? Che cosa li fa resistere all’alluvione di gente che un tempo aveva le sue stagioni e i suoi picchi… ed ora non si ferma quasi mai?

Il futuro di Venezia

Secondo recenti stime, nel 2035 Venezia non avrà più residenti, quanto mai necessario quindi osservare con cura le immagini con il loro intrinseco messaggio universale.

Gli esempi di Venezia

Tra i veneziani resilienti, ecco Nuria e Serena Nono Presidente della Fondazione Luigi Nono. Nuria è figlia di Arnold Schönberg e moglie di Luigi Nono. Davanti alla Basilica di San Marco, ci accompagna lo sguardo severo e indagatore di Raffaele Alajmo, figura carismatica, assieme al fratello, nel campo della ristorazione.  Sullo sfondo del Ponte dei Sospiri, si staglia perfetto il profilo di Franca Coin, Presidente Venice International Foundation. Alessandro Zane, che lavora al mercato del pesce più famoso del mondo, osserva la città dal Ponte di Rialto. Sembra guardi dritto al futuro con la sua macchina del tempo sul Ponte della Paglia, lo scrittore Alberto Toso Fei.

Il racconto

Un racconto incantato, un giallo con mistero insoluto. Nascondono tanti segreti le foto di Paolo, figlio di un indimenticabile scrittore e giornalista Rai come Carlo della Corte, che ho avuto il privilegio di conoscere. Una tecnica esperta quella dell’autore, docente di fotografia digitale all’Accademia di Belle Arti: Ha realizzato i ritratti di prestigiosi nomi internazionali: Roy Lichtenstein, George Segal, Günter Grass, Luis Sepúlveda, Andrea Zanzotto, Louise Bourgeois.

L’obiettivo

L’obiettivo di questa mostra, spiega, “è far capire attraverso le immagini come si vive a Venezia: il mio è un messaggio documentaristico. Non ho soluzioni, ma con le fotografie cerco di comunicare la sofferenza di questa città e dei residenti, quelli rimasti che in silenzio sopportando una situazione diventata oramai insostenibile”. Eppure, nei volti di questi veneziani resilienti così fieri, quasi dei condottieri o Capitani da Mar, traspare una sorta di luciferina speranza. Forse c’è ancora tempo per arginare il fenomeno e sconfiggere il magma sonoro che avvolge la città dei foresti.

(R)ESISTERE A VENEZIA- Scoletta San Giovanni in Bragora , Campo Bandiera e Moro – Venezia. 14 aprile – 30 giugno 2019. Dal mercoledì al sabato ore 14,00 – 18,00. Domenica ore 16,00 – 19,00. Ingresso Libero

Elisabetta Pasquettin

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